ASCOLI PICENO – Oltre 600 mila euro, per la precisione 625 mila, è quanto il Comune di Ascoli ha dovuto spendere per l’emergenza neve. Si tratta di una cifra relativa ai soli costi vivi, ai quali si dovranno aggiungere poi quelli per la riparazione delle strade, dei marciapiedi e di tutte quelle strutture danneggiate dall’eccezionale quantità di neve caduta sul territorio comunale, e che sono stimabili in una cifra non inferiore ai 400 mila euro.

Facendo un raffronto con altre realtà regionali, l’Arengo ha speso più del comune di San Benedetto, dove l’ammontare dei costi ha di poco superato i 500 mila euro, e meno del Comune di Ancona, che ha dovuto supportare un impegno economico di oltre 800 mila euro.

La maggior parte della spesa, ben 473 mila euro, è stata impiegata per il noleggio dei mezzi.

Per il sindaco Castelli e l’assessore ai lavori pubblici Silvestri, che hanno fonito i numeri nel corso di una conferenza stampa, la macchina comunale ha comunque risposto alla grande agli oltre dieci giorni di emergenza. “Nonostante la fittissima nevicata – ha detto il sindaco – abbiamo assicurato l’apertura e la sicurezza di quasi 440 chilomerti di strade comunali e garantito il collegamento da e per la città a 76 frazioni”.

Entra nel dettaglio l’assessore Silvestri, spiegando che “sono stati impegati 25 mezzi tra camion, spazzaneve e bobcat messi a disposizione da 27 imprese locali. Abbiamo utilizzato 700 quintali di sale tra quelli impiegati sulle strade pubbliche e sui marciapiede e quelli dati ai privati”.

Nello specifico, oltre al nolo dei mezzi antineve, l’amministrazione comunale ha speso 46 mila euro per gli straordinari di personale, 35.500 per  lo stabilizzato, breccia, pietrisco e altri materiali, 19.600 per il conglomerato bitumoso freddo, 18.500 per il carburante, 16 mila eruo per il sale, oltre 10 mila euro per la riparazione dei mezzi, 4.500 per attrezzature varie e infine 2 mila euro di spese per alloggioe  pasti di persone evacuate.

Il sindaco ha voluto ringraziare anche  tutte le associazioni che hanno dato il loro contributo e i volontari della Protezione Civile i quali, nel considerare comunque positivo il funzionamento della macchina organizzativa interna secondo le procedure codificate, non hanno però mancato di sottolineare alcune criticità, legate soprattutto al coordinamento tra le diverse forze istituzionali in campo che hanno creato numerose sovrapposizioni.

Sono stati eseguiti 85 interventi diretti, per la maggior parte rimozione di rami o alberi, esclusi i viaggi a vuoto. “Più del  50% del nostro tempo e del nostro impegno – si legge però  nella relazione delle attività svolte durante l’emergenza- sono dedicati a raggiungere posti per cui la richiesta è già stata evasa o non era evadibile. Si potrebbe provare ad organizzare e ottimizzare la gestione delle richieste di intervento. La domanda è sempre la stessa: chi fa cosa?”.

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