ASCOLI PICENO – L’espiazione della pena non passa solo attraverso il carcere o il pagamento di una somma di denaro ma anche attraverso misure alternative, che mirano a reinserire ed educare il condannato. In base a tale principio il Comune di Ascoli ha concesso la sostituzione della pena detentiva e pecuniaria prevista per il reato di guida in stato di ebbrezza con lavori di pubblica utilità. Ciò sarà possibile grazie ad una convenzione approvata dall’amministrazione comunale, che nei prossimi giorni verrà firmata dal sindaco Guido Castelli e dal presidente del Tribunale di Ascoli.

In base all’articolo 54 del decreto legislativo 274 del 2000, “il giudice può applicare, su richiesta dell’imputato – sottolinea il sindaco Castelli -, la pena del lavoro di pubblica utilità che consiste nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività con l’obiettivo di rieducare il condannato e di ripristinare il valore educativo della pena. Con questa convenzione ribadiamo il concetto di Comune come ente a supporto del territorio e della collettività e, in maniera concreta, diamo una ulteriore prova di sensibilità”.

La convenzione che avrà la durata di due anni, interesserà quattro condannati e  spazia da prestazioni di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato che operino, in particolare, nei confronti di tossicodipendenti, portatori di handicap, malati, anziani o minori, per finalità di protezione civile, tutela del patrimonio ambientale e culturale. Ed ancora in opere di tutela della flora e della fauna e di prevenzione del randagismo degli animali oppure nella manutenzione e nel decoro di beni del patrimonio pubblico come giardini e parchi o pertinenti la specifica professionalità del condannato.

L’iniziativa ricorda per certi versi la Giornata Ecologica del novembre scorso, con tre detenuti del carcere di Marino del Tronto impegnati, per un giorno, come operatori ecologici. “L’autentico recupero delle persone che hanno sbagliato si può attuare solo all’interno della società e non tramite l’isolamento”.

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