APPIGNANO DEL TRONTO – Non bastava la discarica di Relluce e l’inquinamento da polveri sottili ad allarmare i cittadini di Appignano e Castel di Lama. È ora in corso un progetto presentato dalla società Green Power srl di Civitanova Marche per realizzare un nuovo impianto di produzione di energia elettrica, alimentato da biomasse vegetali (nello specifico olio di colza), in località Valle San Martino ad Appignano, al confine col Comune di Castel di Lama. Sul progetto della centrale, che avrà una potenza pari quasi ad un 1 Megawatt (0,96 MWe), la Provincia è chiamata a rilasciare la Valutazione di Impatto Ambientale, mentre sarà la Regione a pronunciarsi sull’autorizzazione. Intanto Palazzo San Filippo nella Conferenza dei Servizi ha chiesto integrazioni alle documentazioni presentate dalla società.

Ma i due Comuni interessati e i Comitati cittadini annunciano battaglia. “Noi non siamo contrari a priori, ma vogliamo vederci chiaro sui rischi e i danni che questo impianto potrebbe provocare sull’ambiente e la salute delle persone. Vogliamo quindi essere presenti ai prossimi incontri che verranno fatti in Provincia”, annuncia il sindaco di Castel di Lama Patrizia Rossini. Il primo cittadino chiede alla Provincia di attivare un tavolo di programmazione a lungo termine in materia di smaltimento dei rifiuti ed energie alternative, e di evitare di localizzare tutti gli impianti nei Comuni limitrofi ad Ascoli. “Non può essere martoriato solo questo territorio: ricordiamo che ad Appignano si trova la discarica di Relluce (si sta valutando se realizzare o meno una sesta vasca), a Campolungo il depuratore consortile, si è parlato anche di un autoporto. Il nostro è un grido di allarme perché si programmi e si conosca ciò che si deve realizzare, per evitare poi di dover correre ai ripari”.

“Ci troviamo a dover agire sempre con grande fretta per dover difendere il nostro territorio da assalti speculativi – dichiara il sindaco di Appignano Nazzarena Agostini –. Non siamo contro le rinnovabili ma mi chiedo: perché non interessano a nessuno quando si tratta di risparmio energetico e di pannelli sulle abitazioni? Al contrario la ricerca di sviluppo in questo ambito è spesso sinonimo di speculazione che uccide il territorio”. “Il nostro Prg prevede una zona per insediamenti insalubri e nocivi: una centrale sarebbe potuta nascere lì anziché a Valle San Martino. È disarmante dover rispondere ai cittadini che noi non possiamo far nulla contro leggi regionali”.

“È vero che una centrale da 1 megawatt di per sé non dovrebbe destare allarmismo, ma è anche vero che in quell’area abbiamo una discarica che ha svalutato fortemente il territorio – continua Agostini -. Nascerà a breve un impianto fotovoltaico in una zona dirimpettaia. Inoltre questa centrale provocherà ulteriore inquinamento da polveri sottili poiché si alimenterà con olio di colza che dovrà essere prelevato e trasportato con camion dall’estero”.

“Siamo molto preoccupati del nuovo progetto di centrale che va ad innestarsi in un territorio già abbastanza compromesso per via delle polveri sottili e degli scarichi industriali”, afferma Domenico Marozzi del Comitato antinquinamento “Aria Pulita”. Dello stesso avviso Francesco Re, rappresentante del Comitato “Cose di casa nostra”: “Quando abbiamo casualmente scoperto questo progetto la prima reazione è stata di incredulità: possibile un’altra volta qui? Quella è una zona agricola, qualcuno l’ha scelta appositamente per viverci bene per via del paesaggio e della salubrità dell’aria. Noi abitiamo a poche centinaia di metri in linea d’aria, noi genitori con figli piccoli siamo preoccupati. Per questo presenteremo ai sindaci una petizione sottoscritta dai cittadini”.

“L’energia elettrica prodotta tramite la combustione dell’olio non viene distribuita ai cittadini, ha solo un fine di lucro privato: questo è un punto a sfavore – aggiunge Piero Mozzoni, consigliere con delega all’Ambiente del Comune lamense – . Lancio un appello alla Provincia perché stia attenta a rilasciare l’autorizzazione e chiedo l’aiuto della Regione, in particolare dell’assessore all’Ambiente Donati, affinché tuteli questo territorio”.

Sul piede di guerra anche Vincenzo Camela, assessore comunale ai Servizi sociali residente a Villa Chiarini, nei pressi di Valle San Martino: “Quel luogo ha tutte le caratteristiche per essere un borgo rurale, turistico. Pensate anche al traffico dato dai camion che attraverseranno la Mezzina e l’altra strada comunale. Occorre una battaglia politica per regolamentare gli incentivi sulle fonti rinnovabili”.

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