ASCOLI PICENO – Immaginate un ospedale sprovvisto di tutto, senza acqua, luce, materassi, computer,  attrezzature e strumenti diagnostici. E con soli tre medici ad dover fronteggiare le emergenze che quotidianamente si presentano in una località di 200 mila abitanti. Accade questo a Bosobe, nella Repubblica Democratica del Congo, a 900 km da Kinshasa. Qui sorge infatti un ospedale, edificato da alcuni missionari protestanti svedesi ma praticamente abbandonato dal loro ritorno in patria, circa 40 anni fa. Per riattivare questa struttura e ridare speranza alla popolazione, aiutando in particolare i bambini poveri e malnutriti, è nata un’organizzazione non governativa locale denominata Centre Nutritionel Lisungi, con cui collabora la Misericordia di Ascoli. L’associazione di volontariato picena finanzierà la realizzazione di un impianto idrico all’interno e all’esterno dell’ospedale, in un progetto che è stato intitolato “L’acqua di Alfredo”, in onore di Alfredo Barbizzi, artista ascolano recentemente scomparso, amico e sostenitore della Misericordia.

L’iniziativa è stata presentata oggi presso il Palazzo Vescovile, alla presenza del Monsignor Silvano Montevecchi, Ignazio Buonopane (responsabile del Misericordia), Daniela Buonopane (coordinatrice del progetto), Padre Apete Sébastien (rappresentante della ong Lisungi in Europa), Don Giacomo Scialanca (parroco di Villa Sant’Antonio a Castel di Lama e assistente spirituale della Misericordia) e Luciana Verrocchio, (presidente dell’associazione “Noi insieme” che collabora al progetto e aiuterà a reperire i fondi).

“Il progetto prevede tre fasi – ha spiegato Padre Sébastien: occorre innanzitutto portare l’acqua (bene indispensabile per la cura dei pazienti) dalla sorgente all’ospedale, tramite la costruzione di un acquedotto, in secondo luogo si dovranno reperire le attrezzature sanitarie necessarie per la diagnostica (radiografia, ecografia, ecc.) e infine sarà necessario installare generatori di corrente elettrica e pannelli solari per il funzionamento delle apparecchiature. Per operare, i medici utilizzano attualmente delle torce”.

“Dopo la costruzione dell’orfanotrofio in Kenya, l’Africa ci è rimasta nel cuore – ha dichiarato Ignazio Buonopane -. Per questo abbiamo deciso di appoggiare quest’iniziativa, in linea con i nostri ideali cristiani di portare aiuto alle popolazioni che hanno bisogno. Abbiamo già messo a disposizione una nostra ambulanza per l’ospedale e ci stiamo attivando per raccogliere materiale utile che poi verrà inviato tramite un container”. Questo conterrà, tra l’altro, letti, materassi, barelle, computer e altri strumenti forniti dall’ospedale di Ascoli, oltre a 300 paia di scarpe messe a disposizione da un negozio pesarese. Inoltre il progetto è stato messo online per poter reperire tecnici e volontari italiani da inviare in Congo per sostenere e coordinare le attività.

Come è stato fatto per il Kenya, anche in questo caso partirà a breve una campagna di raccolta fondi, con mercatini, lotterie e varie iniziative per sensibilizzare la popolazione. Per realizzare il progetto serviranno, secondo una prima stima, almeno 80 mila dollari. “Ci affidiamo alla solidarietà degli ascolani: speriamo che la nostra città risponderà bene come ha fatto in altre occasioni”, ha concluso Buonopane.

Per info: Misericordia di Ascoli Piceno, tel. 0736.41909

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 492 volte, 1 oggi)