CASTEL DI LAMA – Dalla rete mondiale alla rete locale. Sta per essere inaugurato il primo social network di Castel di Lama intitolato Lamabook, sulla scia del celebre Facebook. Si tratta di uno strumento del tutto innovativo, che ha la particolarità di essere un “local network”, ossia un portale di comunicazione totalmente basato sulla cittadina di Castel di Lama e sui suoi abitanti, una sorta di “piazza virtuale” del paese dove gli iscritti possono “incontrarsi” e condividere esperienze ed informazioni. “Ciò non significa tuttavia che sarà una rete chiusa ai residenti di altri Comuni: chiunque potrà iscriversi, ma i contenuti e le informazioni diffuse al suo interno avranno carattere esclusivamente locale”, ci spiega Andrea Mattei, titolare di un’agenzia di grafica pubblicitaria, uno dei fondatori di Lamabook insieme al programmatore Daniel Raison.

“L’idea è nata un po’ per caso. Io e Daniel ci siamo accorti che parte degli eventi e delle informazioni diffusi tramite Facebook ci scorrono davanti senza che ce ne accorgiamo. Inoltre, molto spesso gli utenti “collezionano” lunghe liste di conoscenti, che vengono definiti “amici”, ma che, almeno nel 60% dei casi, non vengono presi in considerazione o non si ha la possibilità di incontrare dal vivo poiché si trovano molto distanti da noi”.

Per evitare di disperdere i contenuti nel grande calderone della rete globale, Mattei e Raison hanno pensato di invertire la rotta, ossia di restringere il campo, concentrando l’attenzione su una rete in miniatura, che non si pone in contrasto ma vuole essere semmai complementare rispetto ai più diffusi social network. È nato così Lamabook (indirizzo internet “lamabook.com”), un progetto a cui gli ideatori stanno lavorando da 9 mesi e che vedrà il via ad aprile. Un’altra iniziativa pilota che, aggiungendosi a quella del Wi-fi gratuito, fa di Castel di Lama una cittadina all’avanguardia nell’ambito delle nuove tecnologie.

Oltre a favorire la socializzazione tra “vicini di casa”, l’iniziativa sarà anche uno strumento per rilanciare l’economia locale: “Pensiamo all’inaugurazione di un bar o di un negozio, o al piccolo ristorante che vuole pubblicizzare una serata particolare. Ma gli esempi potrebbero essere tanti, come la promozione di una raccolta fondi di una chiesa”, ha spiegato Mattei. “Tuttavia gli utenti e le aziende non saranno autorizzati a pubblicizzare qualsiasi tipo di eventi, alcuni saranno diffusi a pagamento e in genere si darà la priorità a quelli che hanno la finalità di promuovere il territorio”.

Il progetto Lamabook è sostenuto da alcune aziende picene che hanno finanziato i costi per la programmazione ed il motore di ricerca.

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