Dal settimanale Piceno Oggi n.910, in edicola dal 12 marzo 2012

ASCOLI PICENO – Entro la fine del mese la società Restart presenterà al Comune il progetto di riqualificazione dell’ex area industriale Sgl Carbon. A tal proposito abbiamo intervistato il presidente della società, Franco Gaspari.

Può fornirci qualche anticipazione?

“Il progetto Ascoli 21 riguarda la riqualificazione dell’intera area dove un tempo sorgeva la Sgl Carbon, un’area di circa 27 ettari che ha bisogno di una consistente opera di bonifica (la contaminazione è dovuta alla presenza di Ipa – idrocarburi policiclici aromatici). L’intenzione della Restart è quella di recuperare un’area industriale abbandonata restituendo ad Ascoli un nuovo quartiere, innovativo e piacevole da vivere, una sorta di “città nella città”. Il progetto poggia le basi sulla divisione a suo tempo fatta dalle istituzioni: un terzo dell’area verrà destinato a verde pubblico attrezzato, un terzo ad area residenziale e servizi al cittadino, un terzo sarà dedicato alla realizzazione del Polo tecnologico, scientifico e culturale”.

Chi ha partecipato alla stesura del progetto?

“Il progetto è il frutto del lavoro sinergico dei tecnici di Restart e prende spunto anche dalle linee guida emerse durate il processo di progettazione partecipata che ha coinvolto nei mesi scorsi le associazioni locali”.

Qual è l’iter degli interventi? Cosa seguirà alla presentazione del progetto?

“Restart presenterà nelle prossime settimane la sua proposta di recupero al Comune, che provvederà a redigere tramite lo staff del professor Cervellati il progetto di variante urbanistica nell’ambito del Piano di Riqualificazione Urbana. Il Piano sarà presentato alla cittadinanza a inizio estate. Il tutto sarà svolto nell’ambito di una costante collaborazione e sinergia tra pubblico, privato e cittadinanza, per garantire a Ascoli21 il massimo livello di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Una volta conclusa questa fase, sarà poi necessaria la sottoscrizione dell’accordo di programma da parte di Restart, Comune, Provincia e Regione Marche, per dare il concreto avvio ai lavori a partire da quelli della bonifica del sito”.

A quanto è stimato il costo della bonifica e chi lo pagherà?

“Secondo quanto stabilito nel progetto definitivo di bonifica presentato da Restart la scorsa estate, il costo della bonifica è stimato attorno ai 35 milioni di euro, costo che sarà sostenuto da Restart”.

Oltre all’innovazione, si parla di sostenibilità ed autosufficienza ambientale. In cosa si traducono questi principi?

“Il progetto Ascoli 21 vuole essere un esempio di smart city, di città intelligente: già nella parte che sarà destinata ad uso residenziale, pensiamo di realizzare le abitazioni con sistemi di bio-edilizia e risparmio energetico. Il nuovo quartiere sarà poi dotato di ampi percorsi ciclopedonali separati da quelli delle auto, il cui transito sarà limitato. Insomma, un quartiere dove l’ecosostenibilità non sia solo un’etichetta ma un elemento fondante attorno a cui basare l’intera progettazione”.

Quali proposte sono emerse dalle associazioni o dai cittadini?

“Dal mese di maggio al mese di dicembre 2011, ben 16 associazioni cittadine hanno preso parte al percorso di progettazione partecipata “Forum A21 – Io partecipo”, facendo emergere le esigenze primarie della città e dando vita a una proposta unica per Ascoli 21. Quattro sono le sezioni principali di questo documento: i criteri generali sull’accessibilità e la fruibilità delle aree, lo spazio verde, la mobilità e gli spazi aggregativi. In ognuna di queste sezioni le 16 associazioni hanno articolato diverse proposte orientate alla sostenibilità ambientale ed energetica, alla mobilità “dolce”, all’eliminazione delle barriere architettoniche e all’aggregazione sociale”.

Il progetto “Ascoli21” crea aspettative nella popolazione e tra le forze sindacali quanto alle ricadute sull’occupazione. Verranno “privilegiati” gli ex operai della Carbon?

“C’è un impegno da parte di Restart a ricollocare gli operai ex Carbon: ciò avverrà già per quelle mansioni che non prevedono competenze altamente specializzate, nella fase di bonifica, a seguito di un percorso di riqualificazione professionale da realizzare con la Provincia di Ascoli Piceno”.

Per alcuni si tratta di un’idea troppo ambiziosa da realizzare in tempi di “vacche magre”, quando le risorse per gli investimenti scarseggiano. Come pensa la Restart di riuscire a finanziare quest’importante opera?

“Restart sta studiando da tempo la restituzione agli ascolani dell’area ex Sgl Carbon, valutandone la fattibilità e le potenzialità economiche sul lungo termine. Certo, il periodo di crisi che sta attraversando l’economia nazionale e locale non aiuta, ma siamo fiduciosi di reperire tutte le risorse necessarie per gli investimenti, a partire ad esempio dai fondi europei per lo sviluppo. Inoltre, per quanto riguarda l’area residenziale, la domanda per insediamenti abitativi efficienti e di qualità continua a mostrare segnali di vitalità, pur all’interno di un quadro generale che rimane al momento piuttosto debole. In tutto questo, il vero volano di sviluppo del progetto sarà il Polo tecnologico e culturale, su cui le istituzioni e il mondo dell’università stanno lavorando in concerto con le eccellenze del territorio per creare un incubatore di impresa che possa favorire l’insediamento di start-up nei settori della ricerca e del terziario avanzato”.

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