ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Viscione, segretario provinciale Udc, e Fernando Manes, segretario comunale Udc. 

Il Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno attualmente non è annoverato nemmeno nel sito dei “Musei Civici di Ascoli Piceno”, che dovrebbe raccogliere tutte le strutture museali cittadine, la Pinacoteca, il Museo dell’Arte Ceramica, la Galleria Osvaldo Licini ed il Forte Malatesta. Da ormai troppo tempo il Museo Archeologico è semi vuoto, gli unici e pochi reperti sono esposti al pianterreno. Eppure il 3 giugno 2004 l’allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, approvò il famoso Piano del Lotto 2004-2006, nel quale si prevedeva lo stanziamento di circa 450 milioni di euro, nel triennio, per interventi di restauro del patrimonio artistico nazionale. Quanto alle Marche furono previsti, nello specifico, gli interventi di ampliamento e allestimento del Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno (euro 1.550.000). Si pensò allora ad un progetto faraonico che proponeva una struttura facilmente “reversibile”, direttamente originata dai nuovi spazi espositivi e funzionali, costruita con un sistema strutturale metallico leggero e avvolta da un materiale astratto e traslucido. Insomma, un enorme cubo chiuso, ma “luminoso” nell’unico spazio aperto del palazzo Panichi. Il tutto da realizzare entro il 2007. Il Tar delle Marche, però, bloccò tutto e nel frattempo i magazzini sono pieni di reperti “restaurati” che potrebbero essere esposti, ma invece rimangono lì ad ammuffire perché i lavori del palazzo non sono ancora terminati.

Dopo 8 anni dallo stanziamento dei fondi del Lotto, ancora questo importantissimo pezzo di Storia di Ascoli non vede la luce nonostante un elevato numero di visitatori facciano centinaia di chilometri per vedere i Piceni!

Se la città di Ascoli Piceno vuole diventare città turistica, ed in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando può rappresentare un’opportunità di lavoro importante, vi è la necessità che l’Amministrazione si interessi sia per favorire il completamento dell’opera così come si interessi anche degli Ori dei Longobardi, reperti archeologici rinvenuti a Castel Trosino, patrimonio della città di Ascoli,  affinché si possa dare la giusta collocazione nel restaurato Forte Malatesta.

L’Udc di Ascoli Piceno invita, quindi,  il Sindaco ad adoperarsi  e mettere in atto quanto nelle sue competenze per opporsi a questo decadente stato di cose e affinché i reperti archeologici della nostra città tornino al loro originario splendore.

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