ASCOLI PICENO – Una mossa a sorpresa che sta facendo sicuramente discutere, dentro e fuori le stanze dell’Arengo. Con una decisione che ha spiazzato tutti, l’assessore comunale alla Cultura Davide Aliberti  ha scritto al sindaco Castelli, la scorsa settimana, annunciandogli di voler rinunciare alla sua indennità di carica, pari a 1.800 euro mensili. Motivo della decisione: i 20 mila euro tagliati al settore cultura nel bilancio comunale: “rinuncio alle indennità economiche assessorili – ha scritto l’assessore – per consentire, sia pure con la tua adesione, che le stesse vengano convertite e liquidate a beneficio del settore delle attività culturali affinché la città non risenta più di tanto dei prevedibili tagli”. Contrazioni che rischierebbero di compromettere la qualità delle proposte offerte negli anni passati.

Dunque, pur rinnovando la sua fiducia al sindaco e alla giunta, l’assessore ribadisce che non può accettare il taglio dei fondi. Un sacrificio personale in nome della città? Una scelta che viene letta come una provocazione ed un segnale per la politica, se è vero che in tempo di crisi anche gli amministratori debbono dare l’esempio. Ma è al contempo un gesto che potrebbe creare imbarazzo e disagio per i colleghi dell’Arengo. E mentre tanti in città plaudono alla decisione di Aliberti, altri si interrogano se questa scelta sia possibile per tutti o solo a chi  in qualche modo può “permettersela” poiché vive di altri introiti al di fuori della politica.

Intanto questo pomeriggio è in programma una riunione della giunta in Comune, per discutere del caso Aliberti e dei tagli agli enti imposti dal decreto Salva Italia.

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