ASCOLI PICENO – Oltre sei milioni di visitatori e più di sei mila beni aperti. Sono i numeri della giornata di primavera del Fai dalla prima edizione, venti anni fa, ad oggi. Mentre quest’anno saranno 670 i beni aperti in tutta Italia nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 marzo.

Un’iniziativa, quella delle giornate di primavera,  che anno dopo anno ha riscosso sempre più successo in tutto il paese. E anche ad anche ad Ascoli l’interesse non è mai mancato. Perchè  la possibilità di riscoprire luoghi segreti, nascosti, o soltanto non accessibili a tutti, stimola la curiosità di molti.

Quest’anno, la sezione ascolana del fondo, ultimamente una delle più attive tanto che due anni fa la città ospitò il congresso nazionale,  ha organizzato le visite di alcuni luoghi particolarmente interessanti dal punto di vista storico- religioso nonchè artistico, come hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa la  capodelegazione del Fai di Ascoli Alessandra Stipa, il sindaco Guido Castelli e l’assessore Aliberti, il direttore della pinacoteca  Papetti e il sindaco di Montalto Marche, altra località dove si concentreranno le iniziative di quest’anno, Guido Mastrosani.

Ad Ascoli saranno aperti a tutti i visitatori il santuario di San Serafino a Porta Cappuccina e il museo diocesano di Piazza Arringo, dove è possibile ammirare la pietà di Saturnino Gatti, una statua in terracotta policroma mai presentata al pubblico del pittore della scuola del Verrocchio.

Il convento di San Serafino, invece, rappresenta un’oasi di pace nel cuore cittadino, e il visitatore può immergersi in un ambiente unico attraversando gli orti, il porticato, e  i vari locali del convento ricchi di testimonianze della vita del Santo ritratto in affreschi di importanti artisti locali dell’epoca, come Giosaffatti o Mussini. Una passeggiata durante la quale è possibile ammirare anche le antiche grotte monastiche, i resti delle fondazioni di Santa Maria in Solestà, sede di precedenti insediamenti monastici e sulle cui basi venne costruita succesivamente dai cappuccini l’attuale chiesa nel 1777, gli ambienti dell’ex necropoli e un tunnel in tufo che dal convento assicurava l’uscita verso gli orti a ridosso del vicino fiume Tronto,  utilizzato dai frati in caso di minacce esterne. Insomma un antico insediamento ricco di storia, arte e fede.

Ma le aperture, per quello che riguarda Ascoli non finiscono qui. Il Fai ha organizzato infatti un’altra visita, riservata ai soli ‘iscritti’ ma ci sarà la possibilità di iscriversi in loco al costo di 39 euro, alla sala del Fogolino al palazzo Vescovile, in Piazza Arringo. La sala è intitolata al pittore veneto che in occasione del concilio di Trento venne incaricato dall’allora vescovo di Ascoli di affrescare alcune pareti del proprio palazzo con immagini della Vita di Mosè. La sala conserva anche altre opere lignee e in argento.

Ma chi da Ascoli vorrà sposarsi un po’, l’altra meta scelta dal Fai è Montalto Marche, dove sono ben 6 i luoghi di interesse da visitare, molti dei quali incentrati intorno alla figura Papa nativo del paese Sisto V, come il reliquiario conservato nel museo diocesano o il mulino fortificato. Ci sarà anche la possiblità di pranzare in ristoranti del posto convenzionati, che offriranno ad un prezzo speciale menu a base di piatti tipici.

L’orario di apertura dei luoghi è sabato 24 e domenica 25 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, con visite guidate dai giovani ciceroni delle scuole superiori di Ascoli, San Benedetto e Montalto.

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