ASCOLI PICENO – Da una parte si grida alla censura, dall’altra si invoca la condanna. Continua ad alimentare il dibattito, sia a destra che a sinistra, la mostra fotografica “Ascoli città fascista” organizzata da CasaPound Ascoli, in programma per domenica 25 marzo. Il responsabile provinciale di CasaPound Fabio Di Nicola reputa assurda ed esagerata la reazione di sindacati e partiti all’iniziativa.

“Apprendiamo dai giornali – spiega Di Nicola – che sindacati ed esponenti di spicco della sinistra ascolana sono scesi in campo per chiedere l’annullamento di una mostra fotografica allestita in uno spazio privato, il tutto in nome della Costituzione e della democrazia che, a detta loro, sarebbero offese e violate ‘per il titolo, per i contenuti, per gli scopi che evidentemente si propone e per lo svolgimento che avrà’. Ci preme innanzitutto ricordare a questi signori che in Italia esistono diverse pubblicazioni dal titolo ‘l’Italia fascista’ e nessuno, finora, ha mai sollevato problemi circa la tenuta democratica del paese o il vilipendio alla memoria storica. Detto questo, è assurdo e paradossale che, invocando contenuti, scopi e svolgimenti da loro immaginati (altro non può essere visto che in merito non ci sono dichiarazioni o commenti di CasaPound) si tenti di mettere in atto un’operazione di censura staliniana in nome della libertà, violando di fatto la costituzione di questo paese”.

Chi, oggi più che mai, dovrebbe pensare alla tutela dei cittadini e lavoratori piceni perde tempo dietro alle nostre iniziative, segno che la visibilità politica è più importante dell’azione disinteressata. In passato la nostra associazione si è contraddistinta per aver dato voce a personalità di ogni estrazione politica, accettando e chiedendo il pubblico confronto in nome della libertà di espressione, è per questo che non accettiamo prediche da chi vorrebbe censurarci. Ci troveranno sempre pronti a difendere i nostri diritti”, conclude.

Ma l’iniziativa non va giù al centrosinistra, che oggi ha presentato un ordine del giorno firmato dai consiglieri comunali Antonio Canzian, Stefano Corradetti, Valentina Bellini, Vincenzo Pietracci, Silvia Parlamenti, Emidio Nardini e Mauro Pesarini. Oggetto dell’ordine del giorno la “condanna del comportamento degli organizzatori della mostra fotografica ‘Ascoli città fascista’, titolo che offende il sacrificio di tanti nostri concittadini e la storia della città Ascoli Piceno”.

“Premesso che il 25 marzo si apre nella nostra città una mostra fotografica platealmente intitolata “Ascoli città fascista” – si legge nella nota -; che tale mostra, oltre che culturalmente e storicamente offensiva, intende rappresentare Ascoli come totalmente partecipe delle violenze della dittatura fascista, della sua contiguità al nazismo, alle leggi razziali, alla deportazione degli Ebrei; che la rappresentazione fotografica dell’evento è documentata dall’immagine di un’adunata a Piazza del Popolo sotto una gigantografia del dittatore Mussolini; che tale iniziativa è un’offesa verso una Città e una Provincia decorate entrambe con “medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana” costate la vita di 280 uomini e donne caduti in combattimento o fucilati; ritenuto un falso storico insopportabile il titolo “Ascoli città fascista”, nonché volutamente e violentemente provocatorio nei confronti di tutti i cittadini democratici e antifascisti di questa città, il Consiglio Comunale condanna il comportamento degli organizzatori della mostra fotografica “Ascoli città fascista” che così rozzamente offende il sacrificio di tanti nostri concittadini e la Storia di Ascoli Piceno”.

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