ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Marco Regnicoli, consigliere comunale della lista civica “L’Alveare”.

Come Lista Civica sentiamo il dovere e l’obbligo di intervenire nel dibattito relativo alla mostra fotografica “Ascoli città Fascista” senza chiedere censure o impedire alcunché, nello stesso tempo senza ipocrisie. Il titolo della mostra è fortemente voluto ed indica un pensiero forte e chiaro di Casa Pound. Di conseguenza è per noi preoccupante constatare che ci sono giovani che intendono contribuire alla vita politica e sociale della nostra città, avendo come riferimento l’esaltazione di un periodo buio quale quello del fascismo. La nostra amarezza deriva anche dall’uso strumentale che si continua a perpetrare sulla figura di Ezra Pound. La dimensione del pensiero politico economico e morale di Ezra Pound è altamente complessa che ogni tentativo di semplificazione risulta essere inadeguato.

Anzi per rileggere il suo pensiero (e questo non vuol dire per forza contrastarlo o rivalutarlo) in chiave futurista, occorre liberarlo da ogni ideologia. Secondo noi Ezra Pound non ha capito il fascismo ed il fascismo non ha capito Ezra Pound. E’ inutile allora continuare a ad esaltare quel periodo facendosi scudo dei provvedimenti sociali in favore del popolo e dei lavoratori, basterebbe solo ricordare la frase di Mussolini “governare gli italiani non è difficile è inutile”. Il Fascismo è stato la negazione della libertà di pensiero, di stampa, di libera associazione, ha visto la distruzione e la chiusura di tutte le sedi dell’Azione Cattolica, l’avversione al Cattolicesimo Democratico, la guerra, le leggi razziali.

Il rendiconto di un ventennio che ha lasciato la sua scia di distruzione e di morte. Allora proprio partendo da un pensiero di Pound “è dovere di ognuno tentare di immaginare un’economia sensata e tentare di imporla con il più violento dei mezzi , lo sforzo di far pensare la gente” riteniamo che non sia più il tempo di usare i simboli per fare politica ma i contenuti, che non serva imbrattare i muri con slogan, rovinare la segnaletica stradale con gli adesivi, affiggere manifesti abusivamente, sostenere una classe dirigente che interpreta un pensiero liberista quale quello del Popolo delle Libertà. Occorre un confronto serio, leale, aperto per migliorare la nostra città e di conseguenza il mondo intero. Non ci fa paura confrontarci con le idee di una destra sociale che rimetta al centro l’uomo e la sua dignità, al contrario, ci fa paura il riaffermarsi dei valori della destra sociale partendo dall’esaltazione di quel passato e non dall’analisi del presente, guardando agli errori del passato.

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