ASCOLI PICENO – Come annunciato nei giorni scorsi dal deputato del partito democratico Luciano Agostini, la questione della mostra organizzata da Casapound con immagini del ventennio intitolata “Ascoli città fascista”, diventerà un’interrogazione parlamentare. In una conferenza stampa, infatti, stamattina Agostini ha spiegato i contenuti della richiesta di risposta scritta al Ministro degli Interni.

“Premesso che – si legge tra le altre cose nella missiva che verrà recapitata martedì 27 marzo  – la Costituzione italiana sancisce il divieto di qualsiasi attività che possa essere ricondotta al periodo e all’ideologia fascista, che CasaPound si definisce “associazione di promozione sociale” mentre sono riconosciute tali tutte quelle associazioni che si attengono alle disposizioni previste dalla legge 383 del 2000 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale, ndr), che Ascoli Piceno è stata insignita della medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana, che il titolo della mostra e la pubblicità fatta alla stessa lasciano presupporre un chiaro intento provocatorio e nostalgico che nulla ha a che vedere con attività storiche e culturali, chiede di sapere se attraverso la prefettura siano state assunte tutte le procedure delle autorità ed istituzioni competenti atte a bloccare tali iniaziative e se sono state fatte dalle autorità giudiziarie verifiche sulle attività svolte dall’associazione”.

Se il responsabile dell’associazione Giorgio Ferretti si domanda su quali basi (leggi nostro articolo sull’inaugurazione della mostra) possano essere poste interrogazioni parlamentari, ricordando che si tratta di un’iniziativa privata, dal Pd ribadiscono che anche “in casa propria non si può andare contro la legge”.

Il fine principale dell’interrogazione, nella sostanza, è quello di capire  se la mostra poteva essere bloccata in quanto contraria a quanto scritto nella Costituzione. Ma anche quello di verificare eventuali legami con le istituzioni e la polica locale (“se le istituzioni locali si sono dissociate dall’iniziativa; quali rappresentanti istituzionali erano presenti alla mostra“).

“Sarebbe  interessante capire i legami tra Casapound e la destra politica cittadina – spiegano Francesco Ameli, Francesco Di Vita e Alessio Ceci dei Giovani Democratici, particolarmente coinvolti nella polemica scatentata sul web nei giorni scorsi, secondo i quali gli organizzatori della mostra quando parlano di libertà “dovrebbero ricordarsi che il presupposto affinchè questa sussista  è il rispetto dei  diritti e i doveri sanciti dalla costituzione. Rivolgiamo un appello – concludono –  ad una partecipazione massiccia il 25 aprile a San Marco per dare un segnale forte e ribadire valori che qualcuno vuole dimenticare”.

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