ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Diana Di Loreto, presidente del circolo Legambiente di Ascoli Piceno

A differenza di alcuni politici di destra e di sinistra che continuano a sostenere la necessità di nuove autostrade nel nostro territorio noi siamo fermamente contrari all’arretramento dell’Autostrada A14 nel tratto che va da Porto Sant’Elpidio fino a Teramo.

Infatti, l’arretramento della A14 e la realizzazione di nuove autostrade sarebbe la risposta più facile e più sbagliata ai problemi legati all’isolamento di Ascoli (isolamento culturale più che infrastrutturale), una risposta che non tiene conto degli innumerevoli problemi che si andranno ad aggiungere a quelli già esistenti. In una battuta, si potrebbe dire che il grande problema dell’arretramento consiste in un arretramento culturale, soprattutto da parte di coloro che sono ancora legati a una vecchia concezione del progresso e della crescita economica, una crescita economica che punta tutto sulle grandi infrastrutture e sulle grandi opere, difficilmente realizzabili, tra l’altro, in questi tempi di crisi. Bisogna invece puntare non sulla quantità del costruito e delle infrastrutture e sull’illusione di un’espansione illimitata dell’edilizia e del consumo di territorio, ma sulla qualità del nostro territorio, sul paesaggio e sui prodotti tipici che ne fanno un formidabile volano di crescita turistica e quindi economica. Ma fino a quando si potrà continuare a consumare il territorio, a depredare l’ambiente e a rovinare il paesaggio? Siete veramente convinti, cari amministratori, che sia questo il progresso? Quanti interventi molto più urgenti e necessari si potrebbero finanziare con le decine e decine di milioni di euro necessari per la nuova autostrada? Sono queste le vere emergenze del nostro territorio, o si tratta solo di cortine fumogene innalzate da qualche politico per raggranellare qualche voto e per abbindolare il popolo bue?

Ricordiamo inoltre che l’automobile è un mezzo vorace, insaziabile, che non si accontenta mai: Se continuiamo a realizzare nuove autostrade, il volume di traffico non potrà che aumentare. E più aumenta il traffico, più aumentano le sue vittime, cioè le vittime degli incidenti stradali, una strage silenziosa di cui nessuno si accorge, e le migliaia e migliaia di persone che muoiono ogni anno per le conseguenze dell’inquinamento da traffico, comprese le micidiali Pm10, Pm5  e Pm2.5. La strategia vincente è invece quella di realizzare le infrastrutture veramente utili, e applicare una politica di decongestionamento delle strade principali a favore del trasporto pubblico su gomma e ferroviario. Meglio dunque realizzare un’importante strada di collegamento con il fermano come la Mezzina e migliorare il collegamento Ascoli-Teramo, piuttosto che ipotizzare un costosissimo arretramento della A14 che consenta di ricongiungersi con la A24. Nel mondo moderno c’è sempre meno bisogno di trasportare fisicamente le merci, e sempre più bisogno di connessioni e collegamenti tra le informazioni e le conoscenze, di servizi immateriali, le cosiddette “autostrade della conoscenza”. Continuare a perseguire il vecchio modello di sviluppo, legato alle grandi opere, al cemento e al consumo di territorio,  significherebbe compromettere per sempre il vero tesoro del Piceno, del Fermano e del Teramano: la peculiarità storico-paesaggistica, i caratteri fisici e orografici, la struttura insediativa e l’economia di tutto l’entroterra. Per fare soltanto un esempio, un’opera di questo genere distruggerebbe irrimediabilmente il bellissimo paesaggio e l’economia agricola e agri-turistica della Valdaso, e infatti i Sindaci della Valdaso sono sempre stati giustamente contrari all’arretramento.

Invece di pensare a nuove autostrade, occorre concentrare tutti i nostri sforzi per diminuire drasticamente i volumi di traffico su gomma a favore dei trasporti su rotaia. Tale progetto è realizzabile con investimenti meno dispendiosi e più produttivi nei settori delle ferrovie (incremento e messa in sicurezza della rete ferroviaria). Contestualmente, si dovrà realizzare la salvaguardia e la protezione di tutto il territorio a tutela del turismo di qualità  e nel rispetto della vocazione storica-paesaggistica-culturale di tutto il territorio regionale.

Invece di parlare di irrealizzabili e costosissimi progetti del Quadrilatero Marche-Abruzzo, è indispensabile portare a termine il discorso dell’elettrificazione della tratta ferroviaria Ascoli-Porto d’Ascoli e la realizzazione della metropolitana di superficie sulla tratta Ascoli -Porto S. Elpidio, con conseguente riduzione dei tempi di percorrenza e aumento del numero di fermate (Stazione di Campo Europa a San Benedetto del Tronto). Solo un servizio ferroviario veramente concorrenziale rispetto al mezzo privato potrà portare a una drastica riduzione del traffico su gomma. Bisogna investire sulla mobilità sostenibile, non aumentare ulteriormente i volumi di traffico e l’inquinamento.

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