ASCOLI PICENO – “Occorre governare la risorsa idrica perché in futuro sarà sempre più decisiva, come garantire la sicurezza del territorio”. Queste parole di Antonio Canzian riassumono un po’ il senso dell’incontro sul Bilancio Idrico, che si è tenuto stamattina presso il Palazzo dei Capitani. L’assessore regionale al Commercio vi ha preso parte in quanto presidente del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino interregionale del Fiume Tronto. Con lui era presente il professore Marco Petitta del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma.

Il Bilancio idrico è lo strumento indispensabile per la pianificazione e gestione della risorsa idrica in grado di assicurare l’equilibrio fra la disponibilità o reperibilità delle risorse idriche nel bacino idrografico del fiume Tronto e i fabbisogni per i diversi usi, garantendo così le risorse per la tutela dell’ecosistema acquatico.

“La Regione – ha detto Canzian – riconosce l’acqua quale patrimonio dell’umanità da tutelare, bene pubblico primario, essenziale ed indispensabile per la vita. Riconoscere il diritto all’acqua come bene comune, implica un’assunzione di responsabilità verso la sua tutela. L’adozione delle misure volte ad assicurare l’equilibrio del bilancio idrico rappresenta pertanto uno dei passaggi più importanti dei Piani di tutela delle acque, redatti dalle Regioni sulla base degli obiettivi e delle priorità di intervento definiti dalle Autorità di Bacino. L’ultimo intervento è stato la costruzione del nuovo ponte stradale sulla strada statale Adriatica, in prossimità di Martinsicuro, che ha ampliato la sezione di deflusso del fiume Tronto”.

Il professor Petitta con la relazione “Bilancio idrico a scala di bacino del Fiume Tronto” ha sottolineato che “l’Unione Europea entro il 2012 pubblicherà il nuovo rapporto sulle acque che riguarda l’impronta idrica, cioè un nuovo modo di porsi nei confronti della disponibilità e utilizzo della risorsa idrica. In prospettiva al 2050 la Ue vede la risorsa idrica a rischio se gli Stati europei puntassero più su un modello di sviluppo economico rispetto a quello della sostenibilità ambientale”.

“In questo momento – ha concluso il professore universitario – stiamo raccogliendo i dati idrogeologici e climatici delle componenti superficiali e sotterrane. Tali dati saranno archiviati per poi progettare una cartografia idrogeologica. Tutto ciò ci permette di realizzare uno schema idrogeologico per la provincia di Ascoli Piceno con l’obiettivo di approntare strumenti per la gestione e protezione della risorsa idrica”.

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