ASCOLI PICENO – Che Papa Waigo non fosse un giocatore come tutti gli altri, uno di quelli che pensa solo a giocare e che risponde con semplici frasi fatte, lo si sapeva già. Non bastava questa intervista. Anzi, questa chiacchierata. Sì, perché parlare di calcio, della società bianconera e della sua vita è stato più un piacere che un compito da sbrigare.Tuttavia anche in questo inizio di una settimana che lo dovrebbe vedere al riposo causa squalifica, lui mostra la stessa carica e voglia di salvare la squadra.

Si comincia parlando della sconfitta di Modena e delle difficoltà incontrate dagli uomini di Silva:”Abbiamo incontrato un’avversario molto difficile che aveva trovato il giusto modo per fermarci. Avevano tre difensori sempre fermi, e puntavano molto sul gioco sulle fasce dove spesso si sovrapponevano. Noi – prosegue il senegalese – abbiamo fatto fatica ad entrare in area e a buttarla dentro, soprattutto all’inizio. I raddoppi su di me? E’ normale che dopo tutte queste partite gli altri cominciano a conoscere i punti forti e deboli di ogni squadra. Noi, d’ora in poi, dovremo essere bravi a trovare tipi di gioco diversi per trovare più spazi. Ma – conclude con la consueta schiettezza – per me questa sconfitta ci ha fatto bene: è stato uno schiaffo per farci restare svegli“.

Il futuro, però, resta pieno di ottimismo: “Non sono preoccupato per la classifica. Sapevamo di dover lottar fino alla fine, ma finché c’è speranza non molliamo. Ogni risultato positivo potrà cambiare gli equilibri. In serie B tutte le parite sono fondamentali. Tocca a noi sfruttare ogni minima risorsa, ogni corner o mischia, per segnare e vincere”. Inutile nascondersi: se gioca bene lui, l’Ascoli ha molte più possibilità di fare punti:”Non sento il peso della responsabilità. Anzi, lo trovo positivo. In qualsiasi annata ci sono sempre uno o due uomini che si caricano addosso la squadra. Io cerco sempre di fare il massimo, e, se non ci riesco di farlo fare agli altri. Le critiche? Fanno parte del calcio”. Quindi poche ma significative parole per i tifosi, già ascoltate dopo Ascoli-Pescara: “Spero che non sia una cosa casuale, ma che duri. Noi scendiamo in campo per loro, devono capirlo. Il calcio senza tifosi cosa sarebbe? Quando, dopo nove mesi finiscono le batterie in campo, senza gente sugli spalti non si andrebbe da nessuna parte“. E sugli spalti, venerdì sera, siederà anche lui, dopo la quarta ammonizione che gli costerà la squalifica: “E’ durata anche troppo – ci scherza su l’attaccante, capocannoniere della squadra con 11 gol -. Nelle ultime partite, anche per questo evitavo di essere troppo aggressivo, ma sapevo che prima o poi il cartellino sarebbe arrivato”.

Infine l’attenzione si sposta sul calcioscommesse. Ai suoi ragazzi della scuola calcio in Africa racconterà anche questo del nostro mondo del pallone? “E’ la rovina del calcio italiano – afferma -, ma io racconto tutto a loro. Devono capire che per diventare calciatori bisogna essere coerenti, sia dentro che fuori: il vero sportivo è quello che mantiene sempre certi valori“. Per concludere, il ringraziamento al presidente Benigni:”Ho un rapporto speciale con lui. E’ piacevole vedere che un presidente si sveglia alle 7 di mattina per farti vedere cosa fa oltre il calcio. Tutti dovrebbero essere come lui. Ringrazio anche la società per tutto il materiale che ho potuto mandare nel mio paese. Il mio futuro? Ognuno ha le sue ambizioni. Ma se il destino vuole io rimango qui. Perché qui sto bene”.

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