ASCOLI PICENO – Da una parte il cahier de doléances della sanità picena, dall’altra l’elogio del modello Marche. Nella seduta consiliare del 2 aprile si è discusso a lungo della situazione dell’ospedale Mazzoni, e più in generale della situazione sanitaria della Provincia, dove è in progetto l’integrazione dei servizi tra Ascoli e San Benedetto e l’istituzione dell’azienda ospedaliera Marche Sud. Un consiglio comunale al quale sono stati invitati anche gli assessori regionali e i parlamentari piceni, svoltosi senza grandi contestazioni, se non fosse per alcuni momenti di attrito, in particolare tra il centrodestra ascolano e, da una parte, l’onorevole Ciccanti (contrario all’azienda ospedaliera e favorevole all’istituzione dell’ospedale unico della Vallata), dall’altra l’assessore regionale Canzian.

La sanità marchigiana è la seconda in Italia dopo quella lombarda per qualità ed efficienza, ed è stata riconosciuta anche dal Governo, quindici giorni fa, come esempio di costi – ha spiegato Canzian – Il problema è quello della distribuzione della spesa tra tutte e 5 le aree. Sull’Area vasta numero 5 ho ascoltato alcune inesattezze: questa è di pochissimo inferiore a quella di Pesaro per spesa pro capite, anche se al suo interno non è omogenea. Da alcuni mesi si è alzato un dibattito molto acceso su alcuni dati. Lo abbiamo visto anche al consiglio comunale di San Benedetto, ma non giova a nessuno alzare i vessilli”. “Occorre riconoscere ai due ospedali piceni pari dignità – continua l’assessore – sappiamo che la spesa della zona territoriale 12 è la più bassa delle Marche dal 2005 ad oggi, mentre quella della zona territoriale 13 è di poco superiore alla media regionale”.

“Il Piano sanitario approvato un mese e mezzo fa prevede di procedere ad un’integrazione rapida e rispettosa delle specificità dei due ospedali. Attendiamo quale sarà la proposta che Stroppa presenterà all’assemblea dei sindaci. Dopodiché auspico che si proceda ad un’azienda Ospedali Riuniti Marche Sud, che non dovrà autofinanziarsi (come ha affermato Ciccanti), ma dovrà garantirsi introiti sufficienti, anche grazie a servizi di specializzazione”, aggiunge Canzian.

“Quanto all’ospedale unico, non è un obiettivo di breve termine. È un percorso difficile che va costruito nel tempo, occorre discuterne e qualora si trovino ragioni favorevoli o contrarie bisogna convincere i cittadini. Ritengo, in definitiva, che l’integrazione dei servizi e gli ospedali riuniti siano un punto di forza per dare compimento alla riorganizzazione del sistema sanitario in questo territorio”.

I consiglieri comunali di centrodestra tuttavia contestano la visione ottimistica di Canzian. “Qui dentro abbiamo fatto finta di non sapere quello che fino a ieri è accaduto nella sanità picena e che viene ribadito con le proteste dei medici e degli infermieri – ha dichiarato il consigliere comunale e regionale Giulio Natali – C’è una sperequazione di risorse che non riguarda solo la sanità. Per questo invito l’assessore Canzian ad alzare i toni in Regione: lei ha un ruolo maggiore rispetto a quello del sindaco nei confronti di chi, da Ancona, continua a credere che questo territorio non meriti pari dignità”.

Se è vero che le Marche sono seconde in Italia sulla sanità, occorre che lo sia in pari misura anche il Piceno – incalza Giuseppe Falciani – Tuttavia non mi spiego come mai, pur avendo due parlamentari piceni nel governo Monti e due assessori in Regione le risorse in Ascoli non arrivino”. “Oggi sono state presentate due visioni della sanità picena, una più ottimistica delineata da Canzian e un’altra più fosca tracciata da Damiani: io personalmente concordo con la seconda”, ha aggiunto il sindaco Guido Castelli nel suo intervento finale.

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