ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Ameli, componente ascolano della direzione nazionale dei Giovani Democratici, in relazione ai problemi relativi al trasporto ferroviario regionale nella giornata del 4 aprile

Mercoledì nero di Trenitalia, uno scempio

Quanto avvenuto mercoledì 4 aprile 2012 nella tratta Ancona-Ascoli (Regionale 7071) e Macerata-Ascoli (Regionale 21662) non è facilmente descrivibile data la molteplicità di eventi nefasti accaduti in pochi minuti. Per comprendere è necessaria una descrizione che, per quanto possa sembrare assurda, corrisponde a verità dei fatti. Partiamo con ordine.

Da Ancona: a pochi minuti dalla partenza del regionale diretto ad Ascoli delle 15, i passeggeri vengono fatti scendere a causa della rilevazione un guasto risolvibile in mezz’ora. Diversamente i viaggiatori stessi sarebbero stati costretti a prendere il treno delle 15:35 per San Benedetto. Fortunatamente dieci minuti dopo viene data nuova indicazione di salire sulla vettura per finalmente partire.
Tuttavia, dopo i primi metri, è apparso chiaro come le difficoltà non fossero state superate. Racconta uno studente: “Si fa tutta la lunghissima galleria con la marcia prima (o massimo seconda) a 50 km/h circa. Un rumore fortissimo con la paura di rimanere lì sotto”. Nel proseguimento del percorso, il treno continua con velocità ridotta accumulando ritardi consistenti sia nelle fermate (difficoltà per ripartire) sia durante il tragitto riuscendo a giungere a San Benedetto con più di 40 minuti di ritardo. A quel punto un annuncio comunica ai viaggiatori che il treno avrebbe terminato lì la sua corsa e non proseguirà per Ascoli.

Nel mentre a Macerata si riscontra una situazione analoga. Infatti, il treno delle 15:46 arriva nel capoluogo con una sola carrozza, peraltro già piena di persone salite a Fabriano. Alcuni studenti riescono a salire a bordo del treno, altri invece vengono dirottati su un pullman ed altri ancora costretti a rimanere a terra. Il treno già affollato arriva a Civitanova dove si aggiungono altri studenti.

Ecco che le sorti degli studenti si incrociano a San Benedetto: i provenienti da Ancona come detto, sono costretti a scendere a San Benedetto con 40 minuti di ritardo e salire sul treno successivo che era quello proveniente da Macerata che risultava praticamente già pieno.

Le persone presenti alla fermata hanno cercato di salire sulla carrozza piena giunta in solitaria da Macerata, ma inevitabilmente è subito pieno: non sono mancate spinte per salire e momenti di tensione e solo dopo un quarto d’ora si è riusciti ad avere tutti i viaggiatori sul vagone.

Chi li definisce “vagoni bestiame” non sbaglia molto data l’impossibilità di muoversi, viste le numerosissime persone presenti in ogni angolo del vagone e dello spazio di salita della vettura. Considerate le condizioni il capotreno comunica che per motivi di sicurezza il treno non può partire e gli studenti presenti citano queste parole “Io una carrozza più di 100 persone non porto, mi spiace. O alcune persone scendono, oppure non si parte“. La soluzione arriva solo quando il capotreno decide di recarsi dalla polizia ferroviaria. Quest’ultima convince almeno una trentina di persone a scendere dalle carrozze. Con quasi mezz’ora di ritardo (nuovamente) il vagone riesce a partire e compiere il suo tragitto fino ad Ascoli Piceno.

Come detto questa purtroppo è la descrizione di una realtà inaccettabile che non può più passare inosservata agli occhi dei dirigenti delle ferrovie e della Regione Marche (leggo positivamente in tal senso le parole del presidente Spacca di oggi in un convegno a San Benedetto). A fronte di un costante aumento delle tariffe duole constatare come il servizio ferroviario non tenda a migliorare ma anzi peggiori sempre più.

I treni continuano ad essere sovraffollati in maniera inaccettabile e nulla viene fatto per sopperire a questa mancanza. Come chiesto già tempo fa proprio dai Giovani Democratici, basterebbe semplicemente aggiungere delle carrozze nei periodi in cui notoriamente si registra maggiore affluenza. I treni di inizio settimana con partenza alle 6,37 ed alle 8 da Ascoli viaggiano da troppo tempo con solo 2 carrozze, con vagoni strapieni già alle prime fermate (Castel di lama). Tali fenomeni di sovraffollamento ovviamente si ripresentano specularmente nelle corse del fine settimana. La situazione descritta del 4 aprile è la punta di un iceberg che mostra l’approssimazione e l’inadeguatezza dei servizi da parte di Trenitalia ( e se si fosse sentito male qualcuno?). Da studente universitario e da rappresentante politico è doveroso conoscere i motivi alla base di tali inefficienze. I cittadini, giustamente pagano un biglietto (con prezzi che sono sempre aumentati), ma allo stesso tempo non ricevono un servizio degno di chiamarsi “trasporto ferroviario”. Spero che le Province interessate insieme alla Regione Marche possano fare chiarezza su questi avvenimenti inaccettabili e, se necessario, ridiscutere anche il contratto di servizio con Trenitalia.

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