PARTE IV – INIZIA RUTA, POI STROPPA E RISPOSTE DI CASTELLI E GASPARI E CONCLUSIONE DI MEZZOLANI

PARTE III – LE DOMANDE DEI SINDACI LUIGI MERLI DI GROTTAMMARE E DOMENICO ANNIBALI DI COMUNANZA E LA RISPOSTA DI RUTA

PARTE II – RUTA E CECCARELLI SPIEGANO LE NECESSITA’ DELLA RIFORMA

PARTE I – RUTA SPIEGA LE NECESSITA’ DELLA RIFORMA

ORE 10:30  Sala consiliare comune di Castel di Lama
Patrizia Rossini sindaco di Castel di Lama: Buona volontà per far sì che l’Area vasta diventi qualcosa di utile e indispensabile per i cittadini del territorio piceno. Lascio la parola per un breve saluto al dottore Ruta che ci illustrerà il progetto.

Dottor Ruta:Lo scenario nazionale e regionale è in veloce evoluzione, molto più veloce di qualche tempo fa, gli scenari internazionali ed europei stanno cambiando. Dobbiamo fare andare bene questo sistema a pareggio di bilancio, dobbiamo creare un percorso di efficienza, efficacia, qualità.

Dobbiamo riorganizzare la rere ospedaliera, sulla base dei 118 miliardi per la Sanità nazionale e dei 3 miliardi destinati alla nostra Regione.

Finanziaria 2010: blocco turn over, blocco delle retribuzioni. Noi non l’abbiamo fatto perché sulla Sanità la nostra Regione è virtuosa, come la Lombardia, mentre le altre regioni sono tutte in sofferenza, ma come le altre ci dobbiamo comportare al meglio.
Ad esempio dobbiamo passare da 4,5 posti letto per mille abitanti a 3,3 posti letto, mentre il prossimo patto per la salute ci porterà a 2,5 posti letto gratuiti ogni mille abitanti.

Al Ministero stiamo discutendo il taglio di 8 miliardi tra il 2013 e 2014. Quindi stiamo tagliando ulteriormente il 10%, la situazione diventa molto difficile, io ne ho parlato al Ministero stanotte, questo è quanto deciso dal decreto Salva Italia.
Dobbiamo chiudere entro il 30 aprile, dobbiamo chiudere questo percorso.
Il 2012 è l’anno di chiusura tra vecchio e nuovo scenario.

Nelle Marche spendiamo 1,2 miliardi per il personale, ad esempio, la farmaceutica convenzionata è scesa di 3 punti circa, tutte le voci, come beni e servizi sono scesi, mentre i posti letto sono calati di circa 600. Altre imposizioni sono in corso.
Scendo sul tema dell’Area Vasta. Non ci sono risorse dall’esterno perché sono in calo, quindi dobbiamo razionalizzare le risorse all’interno,

Al Ministero stiamo discutendo il taglio di 8 miliardi tra il 2013 e 2014. Quindi stiamo tagliando ulteriormente il 10%, la situazione diventa molto difficile, io ne ho parlato al Ministero stanotte, questo è quanto deciso dal decreto Salva Italia.Dobbiamo chiudere entro il 30 aprile, dobbiamo chiudere questo percorso.Il 2012 è l’anno di chiusura tra vecchio e nuovo scenario.Nelle Marche spendiamo 1,2 miliardi per il personale, ad esempio, la farmaceutica convenzionata è scesa di 3 punti circa, tutte le voci, come beni e servizi sono scesi, mentre i posti letto sono calati di circa 600. Altre imposizioni sono in corso.

sul tema dell’Area Vasta. Non ci sono risorse dall’esterno perché sono in calo, quindi dobbiamo razionalizzare le risorse all’interno. Abbiamo due dinamiche diverse tra costa ed entroterra, anche per anagrafe.
Abbiamo due strutture diverse tra San Benedetto ed Ascoli, le case di cura privata sono piccole, come accade nelle Marche. In questo momento stiamo seguendo le indicazioni ministeriali, dopo di che dobbiamo applicarle per ogni area vasta.

Quindi a San Benedetto siamo costretti a portare fuori dall’attività ospedaliera le attività proprie, quindi non possiamo tagliare i servizi ma ad esempio le varici o l’asma devono essere fatti in day surgery o day hospital (ad esempio otite, laringite).

Lo stesso anche ad Ascoli, occorre spostare dall’ospedale all’attività non clinica servizi come tonsillite e simili. Nelle case di cura private abbiamo una situazione ancora più complicata.

In quest’area l’offerta sanitaria è molto più spostata sulla medicina (70%) che chirurgia (30%). I ricoveri over 65 sono il 50%.
Sul lato della mobilità passiva, il 28% va in Abruzzo con la chirurgia che ha molto spazio soprattutto per ortopedia. Quindi dobbiamo capire che cosa succede in questo settore e perché ci sono “fughe”.
Mobilità attiva: arrivano soprattutto dall’Abruzzo, poco dalle altre province. Circa 9 mila ricoveri.
Cosa accade? Ai fruitori esterni noi facciamo chirurgia, accade quindi tutto il contrario.

Dobbiamo arrivare alle cifre chieste dal Ministero, ma per l’Area Vasta picena si tratta di una riduzione dei posti letto non emergenziale. Dobbiamo spingere il sistema per attività complesse, ovvero Posti letto Acuti, &nbsp. Stiamo riprogettando il sistema, con una riclassificazione che riguarda una maggiore intensità di cura per i posti “post acuti”.
Ultimo punto: dobbiamo spingere verso la creazione di una rete, è un lavoro da fare tra professionisti, non si tratta di un lavoro lungo, qui abbiamo due strutture, volendo anche agili da mettere insieme, e questo processo va portato a fondo dal punto di vista organizzativo e strutturale. Ascoli e San Benedetto sono nodi di rete e per fare certe interventi devono specializzarsi per funzioni, ad esempio una accreditata per fare massima complessità, l’altra per cose più semplici.

Bisogna toglierci dalla testa che il valore siano solo i posti letto, mà. il valore sono le tecnologie, l’organizzazione, la professionalità.

TIZIANA PALLOTTINI, SINDACO DI CARASSAI Cosa accadrà agli infermieri a cui scadono i contratti, alla nostra sanità? Chiedo ad una conferenza di servizi coi sindaci e il direttore Stroppa, e basta.

CICCARELLI (Asur) Il Piano attuativo aziendale sarà illustrato nelle sedi opportune. Anche io ero a Roma, il taglio degli 8 miliardi deve avvenire, e soprattutto dentro ci sono cose di difficile realizzazione, ci sono azioni “impossibili”. Se resta così, mentre adesso stiamo parlando di riorganizzazione, io temo che parleremo di cosa non potremo più garantire. Ci ro ricorderemo di quello che verrà deciso per anni e anni.

Ma adesso dobbiamo, intanto, organizzare l’area vasta, e stiamo messi bene per il resto delle Marche. Obbligo: unico presidio territoriali. I posti letto in quest’area restano nella Provincia sostanzialmente gli stessi, ma avremo addirittura qualche posto letto in più per le lungodegenze.

Dobbiamo rispettare dei vincoli, ad esempio taglio del 30% dei primari, e così a scendere sui comparti, capi sala, eccetera. Per le strutture di Ascoli e soprattutto San Benedetto però “abbiamo già dato”, la situazione anzi è da riequilibrare e ci stiamo lavorando.

I dati non possono essere modificati ma devono essere all’interno della legge, quindi il nodo vero sarà poi successivamente la contrattazione del budget. E qui la conferenza dei sindaci e il dottor Stroppa sarà valutato.

Qualche anno fa siamo saliti con le spese del 3-4 per cento all’anno, anche 7%, ed eravamo dentro al budget. Adesso siamo allo zero virgola, poi in pareggio e dal 2013 dobbiamo scendere.

Noi possiamo lavorare sulle risorse che possiamo recuperare, la legge 17 io sono il responsabile. Partiamo dalle quote storiche, sulle quali abbiamo fatto delle piccole modifiche. Le possibilità di recupero del livello mio e di Stroppa, si capiscono che sui posti letto alcuni sono inefficienti basandosi sulle risorse che non ci sono più. O ad esempio un medico di un certo tipo H24 che in questa regione non ce l’ha neanche Torrette.

Abbiamo una legge nazionale che ci impone il taglio del 50% dei contratti a tempo determinato, le Marche hanno imposto 10% nel 2012 e 20% nel 2013, evitato un taglio di 30 milioni di stipendi e arrivati a 12,8.

Se il taglio continuerà dovremo chiudere credo degli ospedali e dei servizi
MERLI SINDACO DI GROTTAMMARE Faccio fatica a capire, faccio il sindaco da 9 anni e prima l’assessore. E’ chiaro quello che sta accadendo. Dico al dottor Ruta, molto bravo: il problema è che facendo l’amministratore ho imparato ad essere pragmatico. In questo caso, io sono convinto che l’Area Vasta funzionerà, ma sembra che ci siano delle provocazioni. Se mancano 11 primari, come si fa a dire che si fa poca chirurgia? Anche se a San Benedetto senza primari ad esempio ortopedia lavora alla grande. Quindi Area Vasta benissimo, campanilismo benissimo, ma certo l’area di San Benedetto è in ritardo strutturale da tempo.

Ascoli da oscar, leggo sui giornali, San Benedetto non pervenuta, permettetemelo. Il fatto che Cangiullo sia andato in una struttura privata è eclatante, qualcosa per trattenerlo doveva farsi. Siamo d’accordo all’integrazione ma non allo smantellamento di San Benedetto.

DOMENICO ANNIBALI sindaco di Comunanza. Il territorio montano ha bisogno di un minimo garantito, pochi servizi di qualche ora settimanale, per chi vive in montagna le infrastrutture non permettono spostamenti immediati, e parliamo di 25 mila persone. Col fatto che Amandola è andata sotto Fermo, abbiamo timore di restare abbandonati.

RUTA RISPONDE AD ANNIBALI Alcune cose non sono sostenibili, stiamo riconvertendo le case della salute. Stiamo quindi valutando al ministero come i medici di famiglia possano fare i codici bianchi e verdi sopratutto in quelle aree.

STROPPA DIRETTORE AREA VASTA Iniziamo a lavorare sul territorio per eliminare le inefficienze facendo in modo che le persone usufruiscano al meglio della Sanità. Dobbiamo quindi insieme costruire un sistema coordinato tra i due ospedali, con vocazioni specializzate di primo e secondo livello ma questo non vuole dire che Ascoli e San Benedetto non avranno l’altro livello.

Non so se entro il 30 sarà tutto pronto ma noi stiamo lavorando al Piano tutti insieme, già dai miei predecessori. Spesso in queste fasi parliamo dei progetti che però devono passare al vaglio anche del collegio dei sindaci, nulla è definitivo fin quando il percorso è concluso.

Io le vostre esigenze me le sento sulla pelle, e tanto più vorrò farlo nei prossimi anni, perché dobbiamo investire i soldi dove effettivamente c’è bisogno. Per questo ho bisogno dell’aiuto di tutti. Cercheremo di fare il meglio.

Gli impegni presi, ben precisi, con un cronoprogramma preso in un tavolo regionale: io vi dico che i nostri impegni li stiamo portando avanti, lo diceva Ciccarelli parlando dei concorsi ad esempio.

CASTELLI SINDACO DI ASCOLI Esprimo gli incarichi presi nel Consiglio comunale in questa prima conferenza di area vasta. Dico tre cose

1. Che il territorio Piceno deve presentarsi al vaglio della proposta in maniera unitaria

2. Che il piano deve essere deciso non per razionare risorse ma per efficientarle, quindi che ci siano anche investimenti.

3. Nel sud delle Marche abbiamo situazioni ottimali per l’area vasta ma siamo in ritardo: le situazioni ottimali sono, a) presenza area abruzzese che produce potenzialità enormi, b) un’assenza di ospedali di polo dal 1997 con gli ospedali di Ripa e Montefiore chiusi, c) un livello di inappropriatezza del sistema privato.

Le debolezze del sistema costiero sono un problema per l’area vasta tutta, quindi abbiamo margini per migliorare la nostra area. Sui 10 mila ricoveri privati, 7500 a San Benedetto e 2500 ad Ascoli.

Noi vediamo che l’80% della mobilità passiva riguarda il privato sanitario.

Per il personale sanitario, dobbiamo anche dare certezze.

Le risorse sono poche e i sacrifici sono enormi quindi le assegnazioni finanziarie devono tendere sempre più su basi strategiche e non solo sullo storico. Noi abbiamo 2 stabilimenti, Macerata 5, Ancona 6: non è localismo il mio, ma nella ripartizione del budget occorre capire anche questo, perché i posti letto, da 4,5/1000 a 3,7/1000, occorre arrivarci tenendo conto della storia.

Una questione importante è come bilanciare l’offerta sanitaria tra i due stabilimenti. Dobbiamo anche parlare con i dipendenti ospedalieri. Importante anche la questione tempo, sia opportuno che ci si veda ancora, ma la cosa importante è che le nostre prospettive non vengano meno a causa della flessione della professionalità.

Se l’Area Vasta 5 sarà dimostrata come più efficiente rispetto alle altre come miglioramento, allora chiederemo al direttore Ciccarelli di ricompensare questa zona.

GASPARI SINDACO DI SAN BENEDETTO Credo che le attese per questa conferenza sono alte, perché ragioniamo da 7 mesi per il nuovo modello sanitario, alcuni problemi nel frattempo si sono acuiti.

Abbiamo anche svolto dei consigli comunali aperti, che qualcuno ha definito “passerelle”. Da oggi ci attendevamo qualcosa di più, non c’è nessun problema per noi dire le cose che diciamo in una assemblea che solitamente facciamo chiusa ma con i rappresentanti sindacali, certo è che i tavoli di lavoro richiedono una strutturazione diversa.

Oggi usciamo da questa assemblea con una certezza, una analisi perfetta di Ruta, delle indicazioni precise da parte di Ciccarelli e una manifestazione di volontà da parte di Stroppa, il quale dice ospedale di Ascoli per interventi collaudati, l’emergenza a San Benedetto.

Nulla di nuovo.

Il problema è come. Lo abbiamo sempre chiesto ai precedenti direttori. La prima cosa che mi verrebbe da pensare rispetto a questa analisi – anche innovativa del dottor Ruta – resta il problema del “che fare?”.

Stroppa dice “entro la fine del mese si decide”. Quindi entro il 25 si riunisca la conferenza dei sindaci, abbiamo atteso 7 mesi, Stroppa dice: “Ma entro il 15 devon pianificare con i primari”. E allora: incontriamoci prima, i sindaci hanno il diritto e dovere di essere informati, altrimenti vi dico: non informateci per nulla così, è umiliante.

Se analizziamo i dati della mobilità, è ovvio che gastroenterologia i cittadini vadano a Fermo e ortopedia vadano in Abruzzo, noi siamo da anni senza primari.

Ruta dice: riorganizzare la Rete per livelli di intensità di assistenza. Sarei d’accordo, ne abbiamo parlato riguardo la situazione toscana ed emiliana. Ma abbiamo quindi deciso che l’organizzazione avverrà per livelli di intensità di cura ed assistenza.

Queste sono cose facili da perseguire se avessimo una unica struttura. Si riesce a fare questo discorso di area vasta come fossimo un’ospedale unico? E senza avere Azienda Ospedaliera Unica? La Regione ha detto: va bene, ma non subito. Quindi noi non ci contrapporremo, ma la scommessa è la vostra.

Si dice: la spesa storica deve essere rispettata. Chiedo in che senso. San Benedetto e ex zona 12 hanno la spesa pro capire più bassa delle Marche. Noi al pollo di Trilussa non ci stiamo: se siamo abituati a soffrire, non vogliamo soffrire ancora.

Noi vogliamo sapere come e quando arriveremo ad un equilibrio, che sia su base regionale o sul principio dei vasi comunicanti, fatecelo sapere, poi ne discutiamo.

A Ruta ho detto: belle slides, quando mandi tutta l’analisi? Ha detto presto. Quindi convocheremo una data che dovrà essere il giorno prima di qualunque comunicazione.

MEZZOLANI ASSESSORE REGIONALE Siamo di fronte a cambiamenti epocali. Cerchiamo di affrontarli insieme, uniti. Sappiamo che la Sanità marchigiana è una buona Sanità grazie ad un lavoro precedente, una frammentazione organizzativa che ha portato ai problemi sollevati da Gaspari. Ad ogni modo non basta solo spostare il budget, ma il riequilibrio deve avvenire in maniera organizzata.

Le Marche sono la Regione con la minore incidenza di privato nella Sanità pubblica, appena 6%.

Con tagli di 8 miliardi sulla Sanità pubblica significa che la sanità si sposta sul privato e che il livello di assistenza sarà tagliato. Stiamo dicendo al governo che così non ce la facciamo.

Per ora stiamo cercando di riorganizzarci.

a) Prima di togliere risorse, asciughiamo il sistema dagli aspetti burocratici. Ecco perché abbiamo pensato alle Aree Vaste. Su questo incontriamo resistenze; è una scelta difficile e sofferta, cambia la vita della gente.

b) riqualificazione del sistema sanitario in maniera condivisa nel territorio. Questa è la prima conferenza che facciamo, e siamo partiti da qui per le rivendicazioni legittime che salgono dal Piceno, perché è indubbio che qui vi sia stata più sofferenza. Le Marche rischiano di essere la prima porta di ingresso di una buona Sanità grazie al lavoro pregresso,  il  Sud rischia di non farcela.

Capisco che le due realtà hanno timore, ma dobbiamo integrarle al meglio.

Se dobbiamo arrivare ad una Azienda Unica, e poi ad un Ospedale Unico, iniziamo a lavorarci senza che i territori pensino di essere autonomi finanziariamente e come energie complessive.

La riforma ci è imposta dalle condizioni del paese, se non le facciamo noi le farà qualcun altro, se non le fanno i Tecnici le dovevamo fare noi Politici, questo ci rimproverano i cittadini, non averlo fatto ci ha condotto sull’orlo del baratro.

Quei tagli non sono imposti da qualcuno che vuole affossare le istituzioni pubbliche, ma ci sono imp0sti dalla situazione economica che ci viene imposta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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