Dal settimanale Piceno Oggi n.913 in edicola dal 2 aprile 2012

ASCOLI PICENO – Grandi opere sì, grandi opere no. È dibattito aperto sulle nuove infrastrutture del Piceno, con i riflettori accesi in particolare sul progetto dell’arretramento dell’A14 e del Quadrilatero Marche-Abruzzo. L’idea è quella di realizzare una nuova superstrada a pagamento a partire dal casello autostradale di Porto Sant’Elpidio, che passando per l’interno arrivi fino a Teramo dove si collegherebbe con l’A24 verso Roma. Un tema per nulla nuovo – già nel 2008 l’ex senatore e viceministro all’Economia Mario Baldassarri aveva lanciato l’idea del collegamento Adriatico-Tirreno – ma che è tornato negli ultimi tempi d’attualità grazie all’interessamento della Provincia e di Confindustria.

Per ridare slancio ad un territorio sofferente, per il presidente Piero Celani occorre “un’opera pubblica di straordinario impatto sull’occupazione e lo sviluppo, capace di imprimere una spinta decisiva alle attività socio-economiche dei territori interessati. Basta vedere lo sviluppo industriale, commerciale e artigianale che c’è nelle aree vicine agli svincoli autostradali”. L’idea, che guarda ai prossimi 10-20 anni, non è solo quella di rivitalizzare il sud delle Marche velocizzando i collegamenti col nord dell’Abruzzo e con la capitale, ma anche quella di rilanciare l’entroterra, avvicinando i Sibillini alla costa.

Per realizzare l’opera servirebbero 1,3 miliardi di euro, una somma improponibile per gli enti locali, sui quali grava il rispetto del patto di stabilità, ma raggiungibile grazie al project financing: “La recente legge sul project financing – dichiara Celani – ci permette di ipotizzare anche questa superstrada, con la formula del partenariato pubblico-privato; dove il pubblico è chiamato a corrispondere solo il canone di disponibilità”. Già esisterebbe un pool di imprenditori interessati all’investimento, anche se i nomi restano segreti. Da qui l’invito ad un confronto, rivolto dal presidente ascolano sia ai politici piceni sia agli amministratori di Fermo e Teramo, al fine di valutare insieme la fattibilità dell’intervento.

Ma se Celani guarda con entusiasmo alla grande opera, dalla parte del Pd i pareri sono divisi. Da un lato c’è chi, come il deputato Luciano Agostini, plaude all’iniziativa: “Oggi il sud delle Marche ha un deficit infrastrutturale alto che va recuperato. Con l’arretramento si libererebbe la costa dall’inquinamento della Statale 16 che oggi è una canna del gas, ed il collegamento con l’A24 sarebbe fondamentale per arrivare a Roma”. Dall’altro c’è chi, come Emidio Mandozzi, si mostra critico e parla di demagogia.

Sul discorso è intervenuto anche l’assessore regionale al Commercio Antonio Canzian: “Non sono contrario a ragionare sull’arretramento dell’autostrada e sul Quadrilatero piceno, ma diamoci delle priorità per evitare ogni volta di ripartire da zero. Bisogna tener conto della proibitiva situazione finanziaria nazionale, della estrema difficoltà di utilizzare lo strumento del project financing, e della necessità di un’attentissima valutazione dell’impatto ambientale anche rispetto ad altre soluzioni”. Inoltre quest’intervento non risulterebbe tra le priorità definite dalla Regione Marche in tema di viabilità: “Della questione A14 (arretramento, terza corsia od altro) se ne riparlerà dal 2020 in poi – conclude Canzian -. Ora pensiamo a trovare i fondi sui progetti già cantierabili, come la Salaria e la Mezzina”.

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