ASCOLI PICENO – Lunedì 16 aprile nel centro giovanile “L’impronta” di Ascoli, Davide Pati ha raccontato la storia di “Libera”: l’associazione voluta da don Luigi Ciotti per promuovere la cultura della legalità e combattere tutte le mafie.  L’incontro era il terzo appuntamento con il corso “Storia della mafia. Dalla coppola ai colletti bianchi”, organizzato da don Paolo Sabatini, in collaborazione con “Libera”.

E’ giovane, Davide, molto giovane, un ragazzo che parla ad altri ragazzi e racconta della sua esperienza come responsabile nazionale dell’ufficio beni confiscati di “Libera”. Il tono pacato e le movenze calme del relatore hanno conquistato il pubblico di ragazzi; mentre questo anomalo oratore narrava le storie orribili dei delitti mafiosi che hanno costellato la nostra storia recente, in sala, il silenzio era assoluto.

“”Libera” nasce dalla volontà di tutti quelli che vogliono promuovere la cultura della legalità. La legalità è un valore che non si può insegnare ma che occorre testimoniare; ognuno di noi ha l’obbligo morale di combattere contro la mafia. La mafia è dovunque e non si può girare la testa per far finta di non vedere; perché l’omertà è complicità”, ecco come Pati ha affrontato e spronato i convenuti.

La mafia ti entra in casa anche se tu pensi che sia una cosa che non ti interessa, prima o poi dovrai cambiare la tua opinione. Vi racconto una storia che sembra un film  ma purtroppo è vera”, ha proseguito Davide, “una sera un ragazzo come voi, stava rientrando a casa, a Bari “vecchia”, con il motorino. A pochi metri dalla sua abitazione, dove lo stavano aspettando i suoi genitori, è stato colpito da proiettili vaganti; c’era una sparatoria tra bande rivali e Michele, così si chiamava il giovane, per puro caso si era trovato a passare in mezzo al fuoco incrociato dei delinquenti.” “Michele è morto senza un perché, una giovane vita spezzata dalla criminalità. I suoi assassini si sono offerti di pagare il funerale e hanno invitato i genitori a prendere dei soldi a titolo di risarcimento ma il padre di Michele non ha accettato di tacere e di far finta di nulla; ha rifiutato i soldi e ha dato vita ad una scuola di danza che permette ogni anno a tante bambine con mezzi economici scarsi di avere a disposizione un luogo di aggregazione e formazione gratuito.”

Questo è il modo per sconfiggere l’illegalità e questa è anche la formula proposta da “Libera”; uscire dal silenzio e soprattutto trasformare i beni confiscati alle mafie in beni comuni. Da beni che caratterizzano una posizione, uno status di privilegio a beni comuni, offerti alla collettività per farne egli spazi a disposizione di tutti”. Pati ha citato tanti luoghi e beni che sono stati confiscati alla mafia, alla camorra e alla ‘ndrangheta per essere messi a disposizione della gente. Ville sequestrate ai criminali che oggi sono uffici pubblici, sedi di associazioni, scuole, ludoteche. Terreni tolti ai delinquenti che adesso sono coltivati da cooperative che occupano tanti giovani offendo loro la possibilità di avere uno stipendio e togliendoli dalle grinfie della criminalità.

Le mafie approfittano delle situazioni di debolezza degli stati, dove c’è povertà, ignoranza e paura l’illegalità fa proseliti” ha insistito Pati su queste affermazioni “”Libera” ha sempre cercato di collaborare con le istituzioni per sconfiggere situazioni  che possono fornire “terreni fertili” per la crescita delle mafie; il lavoro “nero”, il gioco d’azzardo, l’immigrazione clandestina. Tutti questi problemi, oltre ad essere realtà indegne di un paese civile come il nostro creano condizioni economiche e sociali di debolezza in cui si infiltrano le mafie.”

Dopo aver parlato con tanta partecipazione di un impegno che lo vede coinvolto da anni in prima persona, Davide ha chiuso il suo intervento con un messaggio di speranza “Sempre più numerosi sono i giovani e i giovanissimi che si avvicinano a “Libera”, con una volontà di impegno e una presa di coscienza. I ragazzi hanno capito che non è più il tempo di restare chiusi in casa ma è giunto il momento di riscoprire il valori della solidarietà e della tutela delle cose comuni. Il loro impegno e la loro onestà salveranno questo nostro “mondo malato” di egoismo e superficialità”.

Belle le parole di speranza di Pati e tanto più sono coinvolgenti se si pensa che a pronunciarle è una persona che vive a stretto contatto con situazioni molto difficili ma non smette di lottare né di dare coraggio a chi lo circonda. Sta a noi decidere da che parte stare, se voltare la testa per non vedere o tenere alto lo sguardo e diventare portatori di legalità.

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