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Il Piceno fa la banca al Piceno: il credito alle imprese riparte dai cittadini

Bruno BucciarelliBruno Bucciarelli

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Confindustria e le Banche di Credito Cooperativo lanciano un’iniziativa congiunta per raccogliere fra i cittadini fondi da destinare al finanziamento delle imprese locali. Lo scopo: ridare fiducia al territorio e riattivare l’occupazione

di: 24 aprile 2012 @18:10

ASCOLI PICENO – Investire i propri risparmi in un prodotto sicuro, con il duplice risultato di ottenere un rendimento appetibile e restituire vitalità al territorio Piceno, innescando un circolo virtuoso di collaborazione fra cittadini, istituti bancari e imprese. È questa l’idea ispiratrice del progetto “Il Piceno finanzia il Piceno”, un’iniziativa congiunta di Confindustria Ascoli Piceno e delle tre banche di credito cooperativo attive nella nostra zona: Banca Picena Truentina, Banca di Ripatransone e Bbc Picena.

“Gli obiettivi perseguiti con questo progetto – ha affermato il presidente di Confindustria Ascoli Piceno, Bruno Bucciarelli – sono sostanzialmente due: riavvicinare il mondo delle banche a quello delle imprese facendo ripartire il dialogo sul credito, e favorire il rilancio del territorio attraverso l’autofinanziamento.”

Offrendo ai risparmiatori un interesse del 3,5% lordo a fronte di un vincolo biennale,  si punta all’ambizioso traguardo di dieci milioni di euro. Le banche coinvolte, che da sempre investono nel sostegno alle famiglie e alle imprese locali fino al 98% delle proprie risorse, si sono impegnate a mettere a disposizione un contributo di entità pari al valore dei fondi raccolti nella comunità.

“Confindustria si occuperà della preistruttoria per la concessione dei prestiti alle imprese, offrendo una sorta di garanzia morale a beneficio dei propri associati. Tuttavia, potranno accedere ai finanziamenti tutte le aziende del territorio, anche non associate, in grado di dimostrare la propria affidabilità alle banche.”

I finanziamenti saranno disponibili a un tasso del 5% sia per imprese già affermate sia per quelle di nuova costituzione (le cosiddette “start-up”), con un tetto massimo di 200 mila euro per le prime e 100 mila per le seconde. “Il rilancio del territorio parte necessariamente dalla riattivazione dell’occupazione, quindi saranno favoriti i progetti che prevedono assunzioni di personale, soprattutto nel caso delle start-up“, ha affermato Bucciarelli.

“La nostra imprenditoria – ha sottolineato il vicepresidente di Confindustria Ascoli, Battista Faraotti – è fatta di piccole e piccolissime imprese che è assolutamente cruciale sostenere. In questo momento bisogna tirare fuori l’orgoglio per un territorio che rischia di andare alla deriva e spetta a noi per primi, come imprenditori, dare il buon esempio dimostrando fiducia e coraggio“.

Per i presidenti delle tre banche di credito cooperativo coinvolte nel progetto, Rosario Donati per Bcc Picena, Aldo Mattioli per Bcc Picena Truentina e Michelino Michetti per Bcc Ripatransone, questa iniziativa è anche un’occasione per rinsaldare il rapporto di fiducia e stima dei cittadini nel credito cooperativo e nelle banche locali: “Vent’anni fa ad Ascoli c’erano quattro banche. Poi ne sono arrivate altre, comprese le grandi, che spesso investono lo 0% nel territorio, a fronte del nostro 98%. Oggi ce ne sono tante ma la qualità della consulenza offerta alle imprese è scesa e non tutti i direttori di filiale sono all’altezza del compito”, ha affermato Donati rivendicando il ruolo del credito cooperativo nel sostegno alle famiglie e alle piccole e medie imprese del Piceno.

Per informazioni su come investire o accedere ai finanziamenti, è possibile rivolgersi a: Confindustria Ascoli Piceno, 0736 253217, 0735 650814 (http://www.confindustria.ap.it); Bcc Picena, 0736 43199 (www.picena.bbc.it), Bcc Picena Truentina, 0735 769962 (www.bancapicenatruentina.bbc.it) e Bcc Ripatransone, 0735 91936 (www.ripa.bbc.it).

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  1. Emidio Girolami scrive:

    Chissà se chi fonda una banca ha mai letto di Friedrich Durrenmatt : FRANCO QUINTO, Commedia di una banca, pubblicato da Marcos Y Marcos edito per la prma volta nel 1986, chissà…

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