Dai numeri 913 e 914 del settimanale Riviera Oggi, Piceno Oggi. In vendita tutti i lunedì in edicola

ASCOLI PICENO – In piena era dello “Spread”, del totale fallimento di una politica nazionale che ha gettato le basi per la consacrazione di un Governo Tecnico – che a distanza di 4 mesi ha proposto soluzioni illusorie dove la fiducia nella loro efficacia non è molto lontana da un atto di fede – incontriamo Salvatore Tamburro, economista e scrittore. Partenopeo, classe 1980, si è laureato in Economia e commercio all’Università Partenope di Napoli, e il primo in Italia ad aver proposto e discusso una tesi sul “Signoraggio Bancario, Bankitalia e Nuovo Ordine Mondiale”. Documento ancora oggi oggetto di discussione dentro e fuori il mondo accademico. E’ membro del del “Centro Studi Monetari” e co-fondatore del movimento “Democrazia Diretta e Sovranità Monetaria” e del movimento “16-G”, nati per diffondere la reale struttura del sistema socio-economico in cui si vive. Nel 2010 pubblicò “La via del Denaro”.

Tanti gli argomenti affrontati con l’ autore di “Non è crisi è truffa”, tutti di grande attualità: dalla disamina del Signoraggio Bancario e dell’indice fallace del PIL, fino alle società di Rating Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch e l’enorme conflitto di interesse in cui operano, poichè pagate dagli stessi organismi verso cui esprimono giudizi.

Lei è una istituzione nel suo ambiente, ci spiega cos’è il Signoraggio?

“Il signoraggio è una truffa. Il termine trae le origini dal medioevo, dalla parola “seignorage”, che indicava il “reddito del signore”, ossia quando il cittadino consegnava al signore del feudo una quantitativo d’oro che veniva poi trasformato in moneta con l’effige feudale, ed in quella sede il signore tratteneva per sè una parte di quell’oro, indicata appunto come “reddito del signore”. Attualmente il signoraggio rappresenta, invece, il reddito che ricava colui che ha il potere di emettere moneta. Oggigiorno le banche centrali emettono moneta, che prestano agli Stati in cambio dei cosiddetti Titoli di Stato (Bpt, Cct,) gravati, questi ultimi, di tassi di interesse da corrispondere a scadenza dei Titoli stessi. Attualmente l’Italia paga circa 80-90 miliardi di euro all’anno alle banche solo di interessi sui titoli”.

La Banca d’Italia è un’istituzione di diritto pubblico, come molti credono? E la stessa è indipendente dalla BCE, soprattutto dopo l’entrata in euro zona?

“La Banca d’Italia è solo in teoria una istituzione di diritto pubblico, ma nei fatti è una Società per Azioni, il cui pacchetto azionario è detenuto per il 95% da banche ed assicurazioni e solo una misera quota del 5% è in mano pubblica, ossia INPS ed INAIL. Con l’entrata in vigore dell’euro la Banca d’Italia è retrocessa a ruolo di filiale della B.C.E.. La Banca Centrale Europea è anch’essa una banca privata, in quanto raggruppa al suo interno altre banche centrali di carattere non pubblico”.

E’ vero che la Banca d’Italia ha dei conti alle Cayman?

“E’ vero, sono stati trovati due conti della Banca d’Italia alle isole Cayman, noto paradiso fiscale”.

Chi decide la nostra politica monetaria?

“La nostra politica monetaria è decisa da istituzioni bancarie sovranazionali, non elette da alcun cittadino europeo. Lo Stato, privato del suo potere più importante, ossia emettere moneta, è automaticamente condizionato al volere dei mercati della finanza, in quanto per poter produrre beni e servizi, deve poter convincere gli investitori a comprare i propri Titoli di Stato per attrarre massa monetaria, affinchè possa attuare la spesa pubblica necessaria a soddisfare le richieste della collettività. In sintesi, lo Stato non può stampare moneta e produrre beni pubblici, ma deve prima sottostare al diktat delle banche nella gestione della sua politica monetaria”.

In Grecia c’è Lucas Papademos a guidare il paese e in Italia Mario Monti: E’ un caso che siano stati scelti due tecnocrati provenienti da Goldman Sachs, Commissione Trilaterale e BCE?

“Non è un caso. Sia in Grecia con Papademos che in Italia con Monti abbiamo assistito alla discesa in campo dei banchieri in persona. Raffigurandosi due situazioni a rischio default, come quella greca ed italiana, l’oligarchia bancaria ha impostato un “governo tecnico”, non eletto democraticamente da alcun cittadino, con l’intento di far accettare al popolo crudeli misure di austerity, come aumenti delle tasse e tagli della spesa pubblica; misure appunto impopolari che difficilmente gli schieramenti di destra e sinistra siano stati in grado di promuovere”.

A febbraio 2012 è uscito il suo ultimo libro “Non è Crisi è truffa”, nel quale spiega  cosa si celi dietro a concetti, terminologie e dinamiche economiche date per “infallibili”: Chi sono coloro che si trovano dietro a questa “truffa”?

“Come già dice il titolo del libro qui non si parla di crisi, ma di truffa! Una truffa architettata a regola d’arte da chi detiene le redini del potere, e mi riferisco all’oligarchia bancaria e alle grandi corporation. L’obiettivo è impossessarsi sempre di più di “pezzi di Stato”, obbligare il popolo a cedere sempre di più la propria sovranità ad organismi sovranazionali quali BCE, Ue, FMI, WTO, affinchè beni e servizi pubblici ricadano nelle mani di privati e al contempo anche il potere politico ed economico venga accentrato nelle mani di una ristretta élite di potenti”.

Nel suo libro parla del PIL, ovvero prodotto interno lordo: Ma cos’è realmente?

“Il P.I.L. è un indice preso come riferimento per rappresentare la ricchezza di un Paese. Come ho sottolineato nel libro il PIL è però un indice fallace, che non tiene conto di tanti aspetti della società, in particolare non considera tutte le componenti negative che sono insite in un processo produttivo. Per fare un esempio banale: se la società Alfa SpA produce e vende prodotti chimici allora il PIL sale, ma nel frattempo il PIL non terrà conto del fatto che la Alfa SpA sta inquinando il fiume vicino alla fabbrica con le sostanza di scarto della sua produzione, con necessari costi futuri per la bonifica di quel fiume”.

Le società di rating sembrano decidere le sorti economiche di un paese: Cosa sono? Chi c’è dietro e chi conferisce loro tutto questo potere?

“Le società di rating io le ho definite delle “prostitute finanziarie”, per il semplice fatto che operano in pieno conflitto di interessi: sono società per azioni pagate per esprimere il loro giudizio. Esse esprimono giudizio su tutto: dalle azioni della società Alfa SpA alla capacità di uno Stato di ripagare il suo debito. In virtù di questo potere acquisito possono fare seri danni all’economia di uno Stato, poichè imputando un rating negativo ad un Paese, ad esempio come hanno fatto con la Grecia, obbligano questo ultimo ad aumentare i rendimenti dei proprio titoli di stato al fine di renderli più “appetibili” sul mercato; in tal modo però, pagando un tasso di interesse maggiore, portano ad innalzare maggiormente il debito pubblico di quello Stato”.

Quanto paga, in termini di interessi, l’Italia sul debito pubblico, e riusciremo mai ad uscire da questo vortice?

“L’Italia paga circa 80-90 miliardi di euro di interessi ogni anno solo sul debito pubblico, dovuto ai Titoli di Stato che vanno in scadenza e devono essere ripagati. Questo del debito pubblico è un vortice senza fine, poichè ogni debito chiama a se un altro debito. E’ come diventare vittima di uno strozzino, finchè non te ne liberi totalmente finisci sempre per essere vittima del vortice dell’usura”.

La prefazione del suo libro ha la firma dell’Avvocato Alfonso Luigi Marra, ex Parlamentare Europeo, fondatore, nel 1987, del P.A.S. (Partito di Azione per lo Sviluppo), dell’associazione FermiamoLeBanche e anch’egli fortemente attivo sul fronte del signoraggio: com’è nato questo rapporto di collaborazione?

“Conoscevo l’avv.Marra già da diverso tempo, prima per il suo impegno ormai trentennale nelle cause contro le banche, e poi ho avuto il piacere di conoscerlo anche personalmente, instaurando una bella amicizia. Lo ringrazio ancora una volta per essersi prestato a scrivere la prefazione al mio libro, oltre che offrirmi attenti spunti di riflessione su molte tematiche di cui amiamo discorrere”.

Riusciremo mai ad uscire da questa “Truffa”?

“Una volta conosciuto il problema, esiste anche la soluzione. La maggior parte del popolo è ignara della truffa del signoraggio nella quale è immersa; e l’oligarchia al potere si crogiola proprio dell’ignoranza e dell’indifferenza del popolo, aiutata da politici e mass-media ad essa collusi, col chiaro compito di non rappresentare il reale funzionamento del sistema economico in cui viviamo. Appurato il problema del signoraggio e dichiarato il debito pubblico “detestabile”, ossia impagabile, le soluzioni sono immediate: ossia proporre la sovranità monetaria nelle mani dello Stato, capace di renderlo autonomo nel finanziare la sua spesa pubblica, ed introdurre più strumenti di democrazia diretta, quali referendum propositivi (non solo abrogativi), bilancio partecipativo, e qualsiasi altro strumento che possa rendere il cittadino parte attiva della res pubblica”.

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