ASCOLI PICENO – L’avvocato Caterina Fòssari è il nuovo coordinatore di Cittadinanzattiva Ascoli Piceno. La nomina è coincisa con l’incontro assembleare sulla relazione sulle attività del 2011 presentata durante il congresso locale che annualmente raccoglie tutti gli aderenti. Il report è stato illustrato dall’ingegnere Alberto Franco, figura storica del movimento locale che ha fondato l’assemblea ascolana nel 2003 e di cui è stato coordinatore per due mandati consecutivi. Franco con soddisfazione ha lasciato il testimone alla Fòssari, che ha ottenuto il consenso unanime di tutti i votanti. Parole di stima e di sostegno sono state rivolte dal coordinatore uscente alla nuova incaricata, che già si è messa al lavoro con tutto il gruppo di volontari per affrontare e risolvere le questioni che si presentano nelle riunioni settimanali nella sede di Largo Cattaneo. 

“Stiamo vivendo un momento storico di crisi e sbandamento. In questo contesto – dichiara Caterina Fòssari – i nostri congressi, quello territoriale appena concluso, il regionale del 6 maggio e il nazionale di giugno, costituiscono un impegno preciso per gli aderenti e i delegati che sono chiamati a partecipare. Ma soprattutto sono una opportunità da non lasciarci sfuggire per rispondere all’esigenza diffusa di cambiamento e rigenerazione per tutti gli apparati istituzionali del Paese. Le associazioni di volontariato sono espressione disinteressata delle esigenze dei cittadini: possono e devono dare il loro contributo affinché si costruisca una società più ‘sana’ “. 

L’ultimo intervento di Cittadinanzattiva, in ordine temporale, è quello legato all’attività ambulatoriale di Uroflussometria del “Mazzoni”: mancando lo strumento di analisi era stato sospeso il servizio pubblico mentre quello privato, il cosiddetto intra moenia, è stato svolto per alcuni giorni e poi sospeso. Tutti gli utenti sono stati indirizzati all’ambulatorio dell’ospedale di San Benedetto del Tronto. Questo disservizio è stato segnalato a Cittadinanzattiva che si è subito interessata, scrivendo alla Direzione sanitaria dell’Area vasta 5 e segnalando l’irregolarità. In meno di due settimane è stato riattivato il servizio con l’acquisto del macchinario necessario a svolgere gli esami e gli utenti hanno potuto usufruire di nuovo del servizio.

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