ASCOLI PICENO – Pronta e piccata è arrivata la replica del Consind, il consorzio industriale piceno, alla denuncia da parte di alcune associazioni locali, di possibili rincari per i cittadini sulla bolletta dell’acqua in caso di vendita della rete idrica di proprietà del Consind alla società Ciip (leggi qui). Ecco, di seguito, il comunicato del comitato di gestione.

“In questo anno di attività, il nuovo Comitato Direttivo ha riportato alla legittimità la gestione del Piceno Consind evitando il pagamento del debito da parte dei Comuni consorziati e mantenendo i servizi di supporto alle aziende del territorio.

Come trasferire il depuratore di proprietà del Piceno Consind al gestore del servizio idrico integrato dell’Ato 5 di Ascoli Piceno è regolamentato all’articolo 172, 6^ comma, del D. Lgs. 2/4/2006 n. 152 (cosiddetto c.d. “codice dell’ambiente), le cui modalità di trasferimento ivi previste sono inattuabili non avendo, a tutt’oggi, il Governo nazionale emanato il previsto decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottarsi su proposta del Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, sentite le Regioni, le Province e gli Enti interessati.

In merito a questo, leggiamo sulla stampa l’ intervento di alcune associazioni. Probabilmente, un argomento così complesso meriterebbe da parte di chi lo solleva un maggior approfondimento, prima di esternare a tutto campo alla stampa giudizi allarmistici infondati, nonché informazioni confuse e non rispondenti alla verità.
In questi mesi, di concerto con l’Ato, la Ciip S.p.A. e la Regione Marche, abbiamo provato a trovare la sintesi sulle modalità del trasferimento, nel rispetto delle normative vigenti e delle responsabilità anche patrimoniali di ogni singolo ente.

Soltanto per chiarire alcune macroscopiche inesattezze, proviamo a spiegare come viene calcolato il costo in bolletta dell’acqua.
Esso deriva dal rapporto tra i costi definiti dal gestore al momento della emanazione del Piano d’Ambito e dalla curva degli investimento previsti nel piano stesso, applicando una formula stabilita da un decreto legge si arriva alla definizione della tariffa.

Quindi, qualsiasi investimento che la Ciip spa dovrà sostenere dovrà rientrare nel Piano d’Ambito e, conseguentemente, non ci sarà nessun a variazione tariffaria per questa operazione in essere.

Quindi, per concludere, rimanendo a disposizione per tutti gli approfondimenti seri che le associazioni volessero fare, chiediamo a tutti di ragionare sulle cose tenendo conto del totale cambiamento nella gestione dell’ente Consind e dell’obiettivo comune e cioè quello di gestire il ciclo integrato delle acque dell’Ato 5 con un gestore unico e che questo gestore continui ad essere la Ciip S.p.A., ovvero una società a totale capitale pubblico.

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