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Depuratore, la replica del Consind: “Macroscopiche inesattezze, nessun aumento in bolletta”

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Alcune associazioni locali, tra cui Legambiente e la sezione del Movimento 5 stelle, avevano esternato preoccupazioni di rincari sulla tassa dell’acqua, in seguito alla possibile vendita degli impianti idrici dal Consorzio al Ciip. Per questi gruppi tale vendita sarebbe anche un atto illegittimo

di: 10 maggio 2012 @0:51

ASCOLI PICENO – Pronta e piccata è arrivata la replica del Consind, il consorzio industriale piceno, alla denuncia da parte di alcune associazioni locali, di possibili rincari per i cittadini sulla bolletta dell’acqua in caso di vendita della rete idrica di proprietà del Consind alla società Ciip (leggi qui). Ecco, di seguito, il comunicato del comitato di gestione.

“In questo anno di attività, il nuovo Comitato Direttivo ha riportato alla legittimità la gestione del Piceno Consind evitando il pagamento del debito da parte dei Comuni consorziati e mantenendo i servizi di supporto alle aziende del territorio.

Come trasferire il depuratore di proprietà del Piceno Consind al gestore del servizio idrico integrato dell’Ato 5 di Ascoli Piceno è regolamentato all’articolo 172, 6^ comma, del D. Lgs. 2/4/2006 n. 152 (cosiddetto c.d. “codice dell’ambiente), le cui modalità di trasferimento ivi previste sono inattuabili non avendo, a tutt’oggi, il Governo nazionale emanato il previsto decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottarsi su proposta del Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, sentite le Regioni, le Province e gli Enti interessati.

In merito a questo, leggiamo sulla stampa l’ intervento di alcune associazioni. Probabilmente, un argomento così complesso meriterebbe da parte di chi lo solleva un maggior approfondimento, prima di esternare a tutto campo alla stampa giudizi allarmistici infondati, nonché informazioni confuse e non rispondenti alla verità.
In questi mesi, di concerto con l’Ato, la Ciip S.p.A. e la Regione Marche, abbiamo provato a trovare la sintesi sulle modalità del trasferimento, nel rispetto delle normative vigenti e delle responsabilità anche patrimoniali di ogni singolo ente.

Soltanto per chiarire alcune macroscopiche inesattezze, proviamo a spiegare come viene calcolato il costo in bolletta dell’acqua.
Esso deriva dal rapporto tra i costi definiti dal gestore al momento della emanazione del Piano d’Ambito e dalla curva degli investimento previsti nel piano stesso, applicando una formula stabilita da un decreto legge si arriva alla definizione della tariffa.

Quindi, qualsiasi investimento che la Ciip spa dovrà sostenere dovrà rientrare nel Piano d’Ambito e, conseguentemente, non ci sarà nessun a variazione tariffaria per questa operazione in essere.

Quindi, per concludere, rimanendo a disposizione per tutti gli approfondimenti seri che le associazioni volessero fare, chiediamo a tutti di ragionare sulle cose tenendo conto del totale cambiamento nella gestione dell’ente Consind e dell’obiettivo comune e cioè quello di gestire il ciclo integrato delle acque dell’Ato 5 con un gestore unico e che questo gestore continui ad essere la Ciip S.p.A., ovvero una società a totale capitale pubblico.

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  1. meteorivierapicena scrive:

    “…non ci sarà nessun a variazione tariffaria per questa operazione in essere…”
    Già, il dettaglio interessante sta nel dichiarare che se ci saranno aumenti ciò non sarà determinato da questa operazione: ma perché gli aumenti, generalmente, vengono sempre giustificati da una causa? E quando ciò accade la giustificazione addotta deve necessariamente corrispondere alla verità? Ma quando mai! L’utente finale deve pagare senza batter ciglio. Non ha la possibilità di dire che la tariffa non gli sembra equa per cui chiede uno sconto sull’importo finale. O no?
    Poi è sempre interessante leggere e conoscere quanti strumenti di controllo esistono a cui le società sono sottoposti, ma che comunque, nel bel paese, non riescono ad evitare la formazioni di debiti economici che più che buchi sembrano delle vere e proprie voragini (Riego Gambini)

  2. Felice Di Maro scrive:

    Invito a considerare che in questo comunicato si scrive che “qualsiasi investimento che la Ciip spa dovrà sostenere dovrà rientrare nel Piano d’Ambito e, conseguentemente, non ci sarà nessun a variazione tariffaria per questa operazione in essere”.

    Ma a che gioco giochiamo? Se, il costo dell’impianto comunque rientrerà nel piano d’Ambito mi si spieghi come succederà che non aumenteranno le bollette dell’acqua?

    Visto che dal comunicato si evidenziano nell’insieme in primis la chiarezza e la bontà dell’operazione, ma anche trasparenza e frizione raffinata di democrazia economica, nonchè l’assunzione che l’operazione sarà a costo zero, almeno così si interpreta, questo comunicato allegatelo alla prossima bolletta e spiegate però come quest’impianto entra nel patrimonio (Sempre a costo zero!). E, naturalmente spiegate anche come verrà inquadrato nel bilancio.

    Se la bolletta si calcola in funzione del “rapporto tra i costi definiti dal gestore al momento della emanazione del Piano d’Ambito e dalla curva degli investimenti previsti nel piano stesso, applicando una formula stabilita da un decreto legge si arriva alla definizione della tariffa”. Ora, Il periodo che ho riportato tra virgolette in italiano significa che il “Rapporto…” deve essere comunque tra due zeri per quanto riguarda questa operazione, o no. Almeno che chi ha scritto questo comunicato non abbia avuto in mente delle relazioni di matematica creativa e ritiene che gli zeri siano dei numeri, immaginari e cioè con valori segreti. Sarebbe bello avere delle spiegazioni di queste nuove teorie matematiche applicate all’operazione in atto che non produrranno alcune alterazione delle future bollette.

    L’acqua è un bene pubblico!

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