ASCOLI PICENO – Domenica sera, alle 21, a Palazzo dei Capitani, ci sarà un concerto lirico un po’ particolare: giovani artisti ascolani e giapponesi proporranno brani di famose opere preceduti da introduzioni narrative. Un modo originale per cercare di far avere un primo approccio a chi ha sempre visto il mondo della lirica come qualcosa di lontano, di culturalmente troppo complicato per poter essere compreso senza avere anni di studi musicali alle spalle.

La stimolante iniziativa è promossa dall’associazione “Love for Japan”, che da circa un anno sta lavorando a un progetto di integrazione culturale tra Italia e Giappone.

“Dopo la tragedia del terremoto e dello tsunami abbiamo sentito la necessità di cercare di aiutare i nostri amici colpiti dall’immane tragedia”, così spiega la nascita dell’associazione, Alessandra Raimondi, una delle entusiaste ideatrici della manifestazione, “da qui l’idea di creare un ponte tra le due culture, la nostra e quella giapponese che potesse aiutare a far superare questo momento così difficile ai giovani di quel paese lontano”.

“In questo anno di attività abbiamo organizzato tanti eventi ma sicuramente la cosa più bella che siamo riusciti a fare è stato il viaggio di sette ragazzi giapponesi nella nostra terra. I giovani nipponici sono stati ospitati da famiglie del piceno per quindici giorni. Un modo concreto per aiutare chi ha perso tutto e ha ancora negli occhi le immagini orribili di un territorio raso al suolo”. Raimondi parla con la foga e il sorriso trascinante di chi crede fermamente in quello che sta dicendo.

“Il concerto è anche un modo per raccogliere fondi. Forse così riusciremo  a ripetere l’esperienza e far venire ad Ascoli altri ragazzi per il prossimo Natale”.

Nel corso della conferenza stampa tenutasi nella pinacoteca comunale per pubblicizzare la serata, c’era un’atmosfera strana, diversa da quella che solitamente si respira durante un momento di marketing necessario come la presentazione di un evento. Nella sala “Ceci” questo gruppo di ragazzi ascolani e giapponesi ha trasmesso un entusiasmo e una partecipazione che hanno coinvolto e a tratti anche commosso i presenti.

Sono state parole toccanti quelle della soprano Kiyoka Sakamoto: “La mia terra è stata completamente distrutta dallo tsunami, io e i miei amici abbiamo perso tutto. Non ho nulla da offrire se non la mia voce. Voglio ringraziare questa città per l’affetto e il calore che ci ha donato e siccome la cosa che so fare meglio è cantare voglio cantare per voi”. La voce rotta dalla commozione della giovane artista basta da sola ad invogliare a vederne l’esibizione.

Così com’è stato coinvolgente l’intervento di Stefano Fagioli, presidente di “Love for Japan” nonché baritono:”Subito dopo la tragedia dell’11 marzo 2011 abbiamo cercato di aiutare i nostri amici giapponesi, non sapevamo ancora come ma sapevamo che dovevamo fare qualcosa. Poi l’arte ci ha fornito il mezzo per creare un collegamento tra i nostri mondi così lontani ma avvicinati da culture così “ricche”. Ha proseguito Fagioli: ”La  lirica è molto considerata in Giappone, molti nipponici conoscono benissimo il nostro Paese proprio perché ne apprezzano le opere musicali. Questo tipo di musica ha un alto valore culturale e io penso che dovrebbe far parte del bagaglio di ciascuno di noi”.

Certo in un questo momento così complicato anche per il nostro territorio non è facile chiedere solidarietà o sostegno economico per le iniziative “no profit” ma a volte bisognerebbe fare un’eccezione. Certe sinergie non sono facili da creare e quando si trovano persone motivate che cercano con tutto il loro entusiasmo e le loro capacità di fare qualcosa per gli altri, forse ciascuno di noi potrebbe rinunciare al famoso “pacchetto di sigarette” per non fare spegnere un sogno e dar modo a “Love for Japan” di continuare ad operare.

Perché se come diceva fino a poco tempo fa un poco presentabile componente del nostro ex Governo “con la cultura non si mangia”, è pur vero che solo la cultura consente di avere consapevolezza delle proprie idee senza massificare il proprio pensiero. Ed è proprio quello che ha sempre salvato il genere umano nei “periodi bui”.

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 313 volte, 1 oggi)