ASCOLI PICENO – Dietro quella voce tanto potente, una donna discreta, composta, forse un po’ timida. Si tratta di Silvia Mezzanotte, vocalist dei Matia Bazar, al Centro Studi Musica Moderna Tekne lunedì 14 maggio, nelle vesti di insegnante di canto. Inizialmente corista di Laura Pausini, Francesco De Gregori, Andrea Bocelli e Mia Martini, vanta diverse partecipazioni al Festival di Sanremo, fra cui quella in cui, con la canzone Messaggio d’amore (2002), vince la manifestazione insieme ai Matia Bazar. Fra le esperienze da solista, di particolare rilievo il recital Regine, in cui canta in sette lingue le canzoni più belle delle più grandi voci italiane e straniere, da Mina a Liza Minnelli.

Cosa ha insegnato a questi giovani cantanti?

La regola fondamentale è trasferire la mia esperienza perché quando avevo la loro età avrei tanto voluto avere un riferimento nel mondo dello spettacolo che potesse in qualche modo darmi delle dritte rispetto a quello che mi succedeva intorno e non l’avevo; adesso che ho più esperienza e la stessa volontà di continuare ad emozionarmi insieme a questi ragazzi lo faccio volentieri, cerco di mostrare loro che timidezza e insicurezza, che ancora parzialmente mi accompagnano, si possono vincere, o almeno ci si può imparare a convivere.

Quanto è importante lo studio del canto, in un momento in cui produrre un cd è più facile per chi esce da un talent show piuttosto che per chi ha un’adeguata preparazione?

Penso che lo studio di una base di tecnica vocale sia fondamentale perché parto dal presupposto che la capacità interpretativa viaggi molto più libera se sotto c’è una base di studio; poi c’è un momento in cui la tecnica vocale, una volta affrontate le regole sostanziali, si può anche abbandonare a favore dell’interpretazione; o prima o dopo la tecnica vocale va comunque imparata per cui sarebbe meglio averla prima in modo da avere maggiori possibilità di entrare negli spazi riservati ai giovani.

Esistono diversi tipi di respirazione. Lei quale usa?

Nel canto moderno parto da quella costo – diaframmatica che è una respirazione che non ti aiuta solo a cantare e a parlare ma anche a vivere meglio perché ti fa prendere coscienza di una forma di rilassamento corporeo così, attraverso il respiro, puoi preservare le corde vocali da problematiche di qualsiasi genere; se si canta senza saper utilizzare bene la respirazione possono nascere problemi alle corde vocali, per questo patologie come i noduli alla gola si recuperano facilmente attraverso un logopedista che ti insegna a parlare e respirare meglio o un insegnante di canto che ti insegna ad utilizzare il diaframma.

Per anni ha lavorato come corista e nei piano bar. La gavetta è fondamentale o superflua per un artista?

Ѐ un discorso un po’ complicato. Per me la gavetta è stata estremamente formativa ma io vengo da un altro periodo storico musicale in cui questa era ancora possibile e non ti venivano richieste le cose che vengono richieste adesso; il mondo, sia quello discografico sia quello musicale e televisivo, è molto cambiato ed ha portato ad una sorta di sostanziale superficialità che crea molti artisti “usa e getta” che fioriscono e poi nel corso di un anno scompaiono mentre una volta gli artisti, selezionati dai talent scout, venivano cresciuti e accolti all’interno della casa discografica, restavano in una sorta di vivaio fino al momento in cui erano pronti; adesso questo vivaio è rappresentato dai talent show ma tutto, incluse le emozioni, le problematiche, le tragedie interiori, avviene in televisione per cui, indipendentemente dal talento, si possono creare simpatie o antipatie che poi da casa vengono giudicate con il televoto così finisce che talvolta l’emergere di certi personaggi non corrisponde necessariamente all’emergere di un talento. Ѐ questa la contrapposizione che la televisione ha portato per cui il mio suggerimento è quello di utilizzare questi strumenti, come i talent, facendolo però con leggerezza, mettendosi in gioco ma pensando che comunque esistono altre strade.

Come è avvenuto il percorso artistico con i Matia Bazar, dall’ingresso nel gruppo nel 1999 all’abbandono nel 2004 fino al ritorno nel 2010?

Ѐ stato tutto molto naturale. Il mondo “Matia Bazar” lo sognavo fin da bambina, mi è sempre piaciuto, ma dopo quasi cinque anni avevo voglia di continuare a sperimentare su di me, cosa che all’interno del gruppo non era possibile fare; c’è stato un primo periodo di grande difficoltà perché sapevo il guaio che andavo a creare ma le persone restano persone quindi avendo io stima di loro e viceversa, dopo poco tempo abbiamo ristabilito i rapporti; dopo due album da solista in cui ho raccontato storie di donne, servendomi anche di grandi cantautori, sono arrivata ad un percorso teatrale, Regine, che mi porto ancora dietro quando sono libera dagli impegni con i Matia Bazar, in cui canto in 7 lingue diverse le più belle canzoni delle più grandi interpreti italiane e straniere, un bagaglio che poi al mio ritorno nel gruppo ho messo a disposizione di tutti. Il ritorno nella band è stato casuale, ci siamo ritrovati in un momento in cui entrambi eravamo liberi dagli impegni e abbiamo deciso di verificare se avevamo davvero voglia di costruire qualcosa insieme, ciascuno però salvaguardando i propri spazi. Con loro è nato l’album Conseguenza Logica – e non è un caso perché per noi è stata una conseguenza logica tornare insieme dopo esserci incontrati – contenente anche la canzone del Festival di Sanremo Sei Tu.

Nei primi periodi con i Matia Bazar ha mai sentito il peso del confronto con l’ex vocalist del gruppo Antonella Ruggiero?

La risposta è no ma non per presunzione. Semplicemente sono entrata nel gruppo da fan di Antonella, l’ho sempre considerata un’icona – ancora oggi lo faccio – un’icona del passato però per cui non mi ci sono confrontata: l’ho vissuta come un’eredità positiva; tutto ciò che io sono in grado di fare attraverso la mia vocalità per portare questa eredità nuovamente al pubblico lo faccio con rispetto, sapendo di avere nelle corde vocali la possibilità di far si che la gente viva un momento nuovo che è quello di Brivido Caldo, Messaggio d’Amore, Sei Tu, di tutte le canzoni che fanno parte dell’ultimo periodo. Questo mi ha permesso di entrare in punta di piedi con grande umiltà e rispetto, portando una timbrica nuova.

Potesse scegliere, con chi duetterebbe?

Sicuramente con Mina o Antonella Ruggiero o Annie Lennox, con cui avevo anche proposto di duettare nella serata evento dell’ultima edizione del Festival di Sanremo Viva l’Italia nel mondo, ma sarebbe stata una scelta solo mia per cui alla fine per il bene del gruppo abbiamo optato per Al Jarreau.

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