ASCOLI PICENO – Eternit e autoveicoli abbandonati sono i materiali scoperti dagli agenti della Polizia Provinciale, venerdì scorso. La brillante operazione, condotta dalla dirigente Anna Maria Lelii, è stata complessa ma immediata. Dopo un’attenta valutazione visiva dei materiali rinvenuti sulle sponde del Tronto, in pieno centro città, addetti e ufficiali della polizia provinciale hanno cominciato i processi preliminari, previsti in questi casi e finalizzati al censimento, catalogazione e successiva rimozione dei rifiuti da parte di ditte specializzate. Tra i materiali scoperti vi erano veicoli, presumibilmente abbandonati da tempo, e pezzi di eternit deteriorato, sottoposti, quest’ultimi, ad immediate e accurate analisi eseguite dall’Arpam che, successivamente, ha confermato la presenza di materiale fibroso potenzialmente inalabile e, dunque, letale per bronchi e polmoni. Immediata la reazione del reggente di Palazzo San Filippo, Piero Celani, che dopo essersi congratulato con la Polizia Provinciale per il tempestivo intervento, assicura l’intensificazione dei controlli per scongiurare fatti simili, e con conseguenze potenzialmente più gravi per l’ambiente circostante.

Un problema complesso, quello dello smaltimento illecito (o abbandono) di rifiuti tossici; e la vicenda di Ascoli va ad aggiungere altre pagine al libro nero dei casi rilevati in tutta la penisola. Comportamenti illeciti che vanno in barba – soprattutto quelli legati allo smaltimento di eternit – alle normative (legge 27 marzo 1992, n. 257) che sanciscono il corretto smaltimento di rifiuti speciali, considerati pericolosi. Fu proprio la Regione Marche ad istituire il “Piano Regionale Amianto”, approvato il 30 dicembre del 1997, a indicare le linee guida finalizzate, tra le altre cose, ad una corretta procedura in materia di rimozione e corretto smaltimento delle scorie in discariche adeguatamente attrezzate per questo.

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