Qui il nostro commento

ASCOLI PICENO – “Il loro principale obiettivo è fare cassa sulla pelle di lavoratori e cittadini”: Roberto Fioravanti, coordinatore delle Rappresentanze Sindacali Unitari del settore sanitario dell’Area Vasta 5 (tutto il Piceno) usa parole forti a seguito dell’incontro dei lavoratori in data 22 maggio: “Ci siamo riuniti per fare l’analisi della grave situazione che versa la Sanità Pubblica del Piceno, ed esprimiamo forte preoccupazione per il totale clima di incertezza che si vive all’interno dei reparti, servizi e residenze delle strutture sanitarie dell’Area Vasta 5”.

“Si continua a parlare di riorganizzazione e integrazione in Area Vasta, solo come pretesto per smantellare la sanità pubblica; sapremo tra qualche giorno, con la riduzione dei servizi sanitari e tecnici negli Ospedali di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, nelle Residenze sanitarie e nei servizi domiciliari, gli effetti reali dei tagli che si stanno operando – si legge nella nota – Intere Unità operative verranno chiuse e in altre Aree di degenza il personale addetto all’assistenza sarà ridotto sotto la soglia della “sicurezza professionale”, mentre il Piano Industriale di Area vasta non esiste, e l’unico piano in preparazione è il “Piano di chiusura”.

“La Rsu, con senso di collaborazione e responsabilità ha atteso invano in questi mesi un vero Progetto organizzativo di integrazione tra le due ex Zone, mentre il Sistema sanitario avanza verso una condizione di emergenza, privo di logiche sanitarie ed epidemiologiche – scrivono – Questo clima di totale incertezza renderà impossibile nelle prossime settimane garantire importanti servizi oltre ai piani ferie del personale; piani ferie che, l’organizzazione tenta di garantire “condizionando” il personale con proposte di turni di lavoro, al di fuori delle regole e della sicurezza, per i pazienti e per gli stessi lavoratori”

“La Rsu – termina la nota – con la consapevolezza del momento economico-finanziario, invita gli organismi politici e tecnici regionali e aziendali ad assumersi le proprie responsabilità; i cittadini a vigilare e a seguire le vicende del Servizio per evitare la riduzione delle tutele sanitarie sul territorio piceno”.

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