VENAROTTA – Ribaltata la versione dei fatti fino ad ora trapelata riguardante A.T., accusato di pedofilia nei confronti di due ragazzini, di 14 e 16 anni, tra l’altro suoi nipoti. La vicenda, infatti, sembra non convincere l’avvocato difensore Vittorio D’Angelo, di Ascoli, e al margine dell’interrogatorio di garanzia avuto luogo ieri alle 9:30, all’interno del carcere di Marino, dove l’uomo è stato chiamato a rispondere al Gip Carlo Calvaresi, D’angelo esprime perplessità su molti punti che riguardano il caso:” Al momento non mi sento di sollevare moventi sulle accuse – dichiara l’avvocato – ma sento puzza di bruciato. Non è un segreto che il mio assistito rivesta da tempo una carica politica all’interno del comune di Venarotta, in una lista civica,verso la quale molti nutrono forti risentimenti”.

Non ci è dato sapere, al momento, quali siano i motivi legati a queste presunte ritorsioni, ma sembra che le vicende abbiano avuto origine in passato, e sempre nell’ambito politico del paese. “Il mio assistito – continua – cominciò ad avere problemi da quando decise di occuparsi di politica, ricevendo, per questo, minacce di vario genere, anche sul telefonino. Egli è fortemente immerso nella vita sociale della comunità e tutti conoscono la sua integrità morale, e non è un caso che molti, in seguito a questa vicenda, si siano schierati al suo fianco. E’ un Diacono della Parrocchia locale da tempo, e questa formazione mentale, consolidata nel tempo nell’ambito religioso, lo porta inevitabilmente ad avere degli atteggiamenti troppo protettivi nei confronti dei suoi familiari che potrebbero comprensibilmente essere travisati. Dire: “Ti voglio bene” o “Ti amo” ad un proprio familiare non vuol dire, necessariamente, tentare di sottometterlo sessualmente”.

L’avvocato difensore continua smentendo quanto diffuso nei giorni scorsi, in relazione al fatto che una delle 2 vittime, il ragazzino di 14 anni, poco meno di un anno fa, sia crollato di fronte all’insistenza degli insegnanti che da tempo lo vedevano cambiato: “Non è assolutamente vero. Gli insegnanti stavano trattando argomenti inerenti a tematiche sociali delicate con altri alunni, e l’adolescente, di sua iniziativa e in maniera tranquilla, ha confidato che sarebbe stato oggetto di atteggiamenti iperprotettivi da parte del mio assistito. Inoltre queste effusioni di affetto, oggetto delle accuse, hanno avuto luogo nell’ambito familiare, ove erano presenti anche entrambi i genitori dei due ragazzini, oltre che la sua intera famiglia. Qualche volta lui era da solo, in un’altra camera, con i due adolescenti. Ma una volta è capitato che tutto è avvenuto in presenza dell’intero nucleo familiare”.

Sul capo di A.T., che per il momento rimane in carcere, pende la gravissima accusa di molestie sessuali a danno di 2 minori, presumibilmente avvenute tra il 2008 e 2009: carezze un pò troppo insistenti, forse anche intime, e toccamenti  ai danni del quattordicenne, sarebbero state le attenzioni particolari dell’uomo riservate anche al sedicenne. Entrambi i ragazzi, infatti, sono stati sentiti dagli inquirenti fornendo versioni pressoché identiche.

Ma dal Gip Calvaresi c’è massimo riserbo sulla vicenda processuale.  Nel frattempo gli inquirenti stanno passando al setaccio gli elementi raccolti, e  sembra che al vaglio ci siano dei messaggi scritti su facebook,  partiti dal computer di casa dell’indagato, dove i due ragazzini andavano spesso per incontrarsi con i suoi figli. L’avvocato difensore, Vittorio D’Angelo, presenterà, a giorni, una richiesta di scarcerazione, e chiosa:” Spero, almeno, di ottenere gli arresti domiciliari”.

 

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