ASCOLI PICENO – Incamminarsi lungo un percorso creativo immerso nella natura selvaggia alla scoperta di opere di grande impatto artistico e mentale: è quanto si potrà vivere a Colle San Marco mercoledì 30 maggio (ore 17.30) con l’inaugurazione  della mostra “Poesia della Materia”. Si tratta di una delle tre residenze d’artista (insieme agli stage di cornamusa e teatro) previste all’interno del ricco calendario di eventi del Festival dell’Appennino 2012. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato provinciale alla Cultura, rientra nel progetto APQ “Giovani Ri-cercatori di senso” finanziato dalla Regione Marche insieme ai Ministeri delle Politiche Giovanili, della Gioventù e dello Sviluppo Economico.

A illustrare contenuti e aspetti culturali delle creazioni realizzate da dieci artisti, nazionali e internazionali, sarà, nella sala convegni del Parco Miravalle, il direttore della rassegna Carlo Bachetti alla presenza del Presidente della Provincia Piero Celani dell’assessore alla Cultura-Ambiente Andrea Maria Antonini e del primo cittadino di Ascoli Guido Castelli.

Inoltrandosi nel suggestivo sentiero dedicato alla “land art”, al suo ingresso spicca l’opera, in fase ancora di conclusione, “Epithellium” di Viola Mondello autrice di un colorato rivestimento di un edificio con indumenti e abiti usati. Molto suggestivo anche il tassello di un puzzle scavato nella terra e riempito con legnetti e rami a cura dell’artista macedone Antonio Janevski. Arrivando al centro della gola, incastonata tra pietre e boscaglie, prende forma l’installazione (“Soffioni”) di Serena Piccinini: un autentico inno alla leggerezza. Sempre dell’artista bolognese, poco distante, si trova un’altra opera (fatta di sottili corde e petali ancorati a un simbolico cerchio di pietre) di grande ricercatezza e profondità dal titolo “Mobile”. Un omaggio alla bellezza del travertino piceno, visto nella sua identità più intima e meno conosciuta, ossia la fluidità, è la scultura dell’ascolano Alessandro Virgulti. Imprigionare la luce del sole attraverso filtri multi-colorati è invece l’obiettivo dell’opera lignea, sospesa tra le fronde, degli statunitensi John e Sarah Castle. Una vecchia cabina dismessa, abbellita con rami e fogliame imbiancato, è l’intento artistico di Serena Vallese. Celebrare, al limite del paradosso, la ciclicità della natura e l’esistenza della Land Art è l’obiettivo di Luce Raggi. Un abito di foglie cucite a mano, una a una, per ricoprire un vecchio rudere di mattoni è alla base della creazione di Sabrina Muzi. Tutto da scoprire, infine, la produzione in legno del poliedrico perfomer milanese Fabrizio Perghem.

A coordinare e seguire da vicino i lavori è il noto scultore ascolano Giuliano Giuliani che, per l’occasione, ha messo a disposizione materiali, strumenti e il proprio laboratorio. Collaborano anche con il direttore Bachetti il prof. Alessandro Zechini e la critica letteraria Alessandra Morelli che curerà la redazione del catalogo illustrativo finale.

 


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