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Ascoli, è ‘grande gelo’ tra Benigni e i tifosi bianconeri

Roberto BenigniRoberto Benigni

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A seguito di alcune dichiarazioni del presidente nella trasmissione televisiva ‘Tvb calcio’ (“I tifosi della Samb sono più veri dei nostri”), gli ‘Ultras 1898′ spiegano in un comunicato che diserteranno la festa per la salvezza che la stessa società stava organizzando, anche grazie al loro aiuto.

di: 30 maggio 2012 @11:37

ASCOLI PICENO – Era scritto nel destino. Che l’Ascoli non potesse godersi una meritata e attesa salvezza per colpa di fattori interni ed esterni era già scolpito nella storia, o nelle stelle o chissà dove. Così, come lo scorso anno, infatti, quando a rovinare la festa subito dopo l’ultima vittoria in campionato furono gli arresti di Sommese e Micolucci, quest’anno ci han pensato, prima, il ‘bis’ concesso dall’inchiesta ‘Last Bet’ che ha indagato l’attaccante bianconero Andrea Soncin, quindi, ma non per questo meno importante, anzi, la ‘guerra‘ riscoppiata tra la tifoseria ascolana e il presidente Roberto Benigni. Il pomo della discordia? Le dichiarazioni rilasciate lunedì sera negli studi diTvp Italia dal numero 1 di corso Vittorio Emanuele durante la trasmissione ‘Tvb calcio‘, nella puntata dedicata alla cavalcata degli uomini di Silva. Con affianco il tecnico e il dg Mimì Gaspari, Benigni ha detto: “I tifosi della Samb sono più veri dei nostri“. Tra l’incredulità e la freddezza dell’intero studio, il presidente ha, infatti, spiegato che l’esigua presenza dei tifosi allo stadio non fosse colpa della crisi economica e dei prezzi alti dei tagliandi, ma di un minore senso di appartenenza rispetto ai vicini rivieraschi.

Apriti cielo! Ora, non sappiamo se l’intento del presidente fosse quello di dare uno ‘scossone’ ai tifosi, o un semplice rimprovero da padre di famiglia. Sta di fatto che i modi e i tempi sono stati fuori luogo, soprattutto da chi dopo Ascoli-Crotone ha speso parole d’oro per la curva. E così, poche ore più tardi, gli ‘Ultras 1898‘, attraverso un comunicato, hanno annunciato la loro assenza alla festa salvezza di giovedì prossimo in piazza del Popolo. Festa, neanche a farla apposta, che la società stava realizzando anche grazie alla collaborazione dei tifosi. Questo il testo del comunicato.

In merito alle dichiarazioni rese in televisione dall’imprenditore R.B., vorremmo a scanso di equivoci precisare la nostra posizione.
Premettiamo che a poche ore dalla trasmissione, quattro ragazzi del gruppo ultras 1898 si erano recati in sede per dare una mano nella realizzazione della famosa festa: umilmente, senza chiedere nulla per noi, perchè il tempo era poco e pensavamo che magari un nostro intervento di mediazione avrebbe potuto convincere l’amministrazione a concedere gli spazi e la società ad avvicinarsi alla gente.
Erano presenti tutti gli esponenti eccezion fatta per l’imprenditore. Si è parlato per un’oretta, la società si è dimostrata per una volta ricettiva ai nostri suggerimenti (riguardanti particolari di poco conto, diciamo qualche piccolo miglioramento) per la realizzazione della festa che doveva essere (ripetiamo) la festa di Ascoli; allo stesso modo si è mostrato ricettivo il Comune.
Ce ne andiamo per una volta quasi tranquilli….poveri illusi! In serata ecco l’intervista dell’imprenditore, un’apologia dei tifosi della samb, definiti “veri tifosi” in contrapposizione con noi, sulla quale neanche ci vogliamo soffermare.
Inoltre alla domanda:” chi organizza la festa?” la risposta è stata: “Boh ci penseranno i tifosi!”. Si capisce che non c’è stata un minimo
di comunicazione tra R.B. ed il resto della società visto che noi solo tre ore prima eravamo in sede.
Facciamo all’imprenditore giusto qualche precisazione:
- I ragazzi che sono venuti a spalare la neve in curva sud, pur di renderla agibile. Questi non sono veri tifosi?
- Le persone che, pur contestando gli errori societari non hanno mai smesso di venire allo stadio . Questi non sono veri tifosi?
- La gente che ha seguito l’Ascoli a Modena,Genova,Bari; quelli della bolgia dell’Euganeo; quelli che hanno impegnato ore, giorni, settimane
del loro tempo per fare striscioni, volantini, fanzine, nuovi cori; quelli che hanno ideato la scooterata e quelli che vi hanno partecipato; quelli che ogni settimana mettono in secondo piano tutto e tutti pur di seguire l’Ascoli e si sentono pure insultare. Questi non sono veri tifosi?

- I ragazzi che cercano in ogni modo di coinvolgere e riportare allo stadio sempre più gente(i presunti non veri tifosi), consapevoli che la vera differenza può farla solo e soltanto il popolo ascolano. Questi non sono veri tifosi?

Noi ultras 1898 giovedì sera non ci saremo. Quello che è successo è troppo grave da sopportare.
La nostra salvezza l’abbiamo già festeggiata a Padova. Da questo momento, fino a quando l’ imprenditore sarà al suo posto, interrompiamo ogni rapporto con la società e in fondo ci dispiace perchè sembrava finalmente si potesse aprire uno spiraglio per il dialogo: ma se chi si mette a parlare con noi è una società, poi in tv ci va un’altra società, ecco che ogni tipo di comunicazione diventa impossibile. All’imprenditore diamo un piccolo suggerimento, vada a festeggiare la salvezza al mare, ormai da quelle parti è un eroe; già che c’è, si faccia anche un bel bagno per schiarirsi le idee… C’E’ SOLO UN PRESIDENTE”

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I vostri commenti all’articolo (27)

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  1. headhunter scrive:

    Ha detto cose vere. Lui ci mette i soldi. E di questi periodi… cosa rara. A San Benedetto ci sono i tifosi veri, come li ha definiti lui, ma non manca il resto… l’Ascoli si salva in serie B nonostante la penalizzazione, la Samb non torna tra i professionisti nonostante un super pubblico.

    • piceno scrive:

      Mi risulta che a San Benedetto, in serie C1, tranne il primo anno con Gaucci, ci stavano dalle 3500 alle 4000 persone di media. E tra l’altro la Samb veniva dalla serie D e nei primi anni ha sempre lottato per la B. Poi piano piano i tifosi sono scesi e, nell’ultimo anno di C1, a San Benedetto c’è stata una media di 2500 persone. Poi purtroppo c’è stato l’ennesimo fallimento.
      Come vede, tutto il mondo è paese, i tifosi veri e finti ci sono ovunque.
      L’Ascoli in C1, pur venendo da oltre 20 anni tra A e B, ha fatto numeri anche più importanti.
      Riguardo la stagione appena conclusa, i numeri della Samb sono di tutto rispetto. Ma il super pubblico si è visto nei derby e nei play-off. Per il resto mi risulta una media di 2000-2500 spettatori.

  2. sfrinca scrive:

    Al di là dei fattori di campanile, un dato è certo: nella partita decisiva a Padova, se ricordo bene c’erano 300-400 tifosi dell’Ascoli. E stanno facendo la serie B.
    In certe partite decisive per la Samb, anche in categorie inferiori, di tifosi sambenedettesi ce ne sono stati sempre molto, molto di più.
    Forse la questione è tutta qui. 300-400 li fanno in partite inutili!

  3. Ce_Na scrive:

    fregatevene di quello che dice il presidente e festeggiate questa ennesima impresa dell’Ascoli!!!

  4. davide85 scrive:

    premessa: non voglio fare polemica. una domanda mi sorge spontanea: quanti tifosi avrebbero i bianconeri dopo 10 anni di serie d?

  5. Emidio Premici scrive:

    Per Davide 85: La tua domanda è giusta e la risposta la conosci già. Purtroppo ad Ascoli o si vive un evento ‘a tutta’, quindi ad alti livelli con grande attenzione di mass media e risonanza (es. ascoli-milan o ascoli-triestina dello scorso anno o roba come la Quintana etc…), oppure difficilmente si ha un riscontro alto duraturo nel tempo. Per un fatto di mentalità, presuppongo.
    Per Sfrinca: i tifosi erano oltre 500, con condizioni quasi proibitive: 14 euro di biglietto più i costi della trasferta e il ritorno la mattina successiva. Non una cosa ‘morbidissima’. In ogni caso, il numero è frutto di eventi come il Calcioscommesse che, credimi, ha portato via molto pubblico, e del fatto che, purtroppo, il pubblico in casa sta sempre diminuendo e anche quello ‘da trasferta’ ne è la conseguenza. Ma è sbagliato rapportarlo con i tifosi della Samb: categoria e costi del biglietto sono imparagonabili.
    Nonostante questo, credo che, nell’intero intervento fatto in tv, il presidente Benigni abbia detto cose condivisibili e cose non condivisibili. Ma è già abbastanza lungo questo commento per entrare nei dettagli… Grazie per i vostri commenti!!!

    • piceno scrive:

      “Purtroppo ad Ascoli o si vive un evento ‘a tutta’, quindi ad alti livelli con grande attenzione di mass media e risonanza oppure difficilmente si ha un riscontro alto duraturo nel tempo. Per un fatto di mentalità, presuppongo”.
      Caro Emidio Premici, a me risulta che lo scorso anno al Del Duca c’è stata una media di 6012 spettatori, sesto posto per numero di spettatori in tutta la serie B, pur essendo Ascoli una delle città più piccole e pur avendo fatto l’Ascoli Calcio un campionato sofferto con salvezza all’ultima giornata. E sono anni che l’Ascoli è in B, non è una neopromossa. Si sa che col passare degli anni gli spettatori vanno a scendere se rimani sempre nella stessa serie. Senza considerare che si gioca di sabato e che le partite si possono vedere in un bar pagando 1 euro per un caffè.

      • Emidio Premici scrive:

        Caro Piceno. Confermo le mie parole e rispondo alle tue semplicemente: la media spettatori dello scorso anno è stata frutto di un costo biglietti basso (forse eccessivamente, visto come sono andate le cose quest’anno) e di un altro importante fattore: ad Ascoli c’è SOLO, ripeto, SOLO il calcio da ammirare ad alti livelli. Per questo la sua classifica, anche se fa lode ad un territorio piccolo come quello piceno. Non biasimo la gente che non va allo stadio, ci mancherebbe. Ci sono troppi fattori che vanno al di là della passione a condizionare l’afflusso dei tifosi (il sabato pomeriggio, come dice lei, ne è uno…). Tuttavia, riprendendo la frase che a lei non va giù, credo che la nostra mentalità non ci fa apprezzare una serie B che, per bacino d’utenza, per mezzi economici e sociali è un tesoro o quasi. Tutti vorrebbero la serie A, ma non sanno che la serie A degli anni 70 e 80 è qualcosa quasi di irrealizzabile oggi. Il calcio è cambiato, Rozzi lo aveva predetto. Per questo bisogna apprezzare quello che c’è.

        • piceno scrive:

          Caro Emidio Premici, lei dovrebbe sapere, e se non lo sa glielo dico io, che nel campionato di B 2008/09, altra stagione tribolata con salvezza in extremis, al Del Duca ci sono state 5300 persone di media. E lì non c’era alcun biglietto a prezzo stracciato ma i prezzi erano in linea con quelli della B. Quindi è logico che i prezzi stracciati dello scorso anno hanno aumentato gli spettatori, ma neanche di troppo. Ascoli, tranne quest’anno dove la gente ha disertato per motivi che tutti sappiamo, si è sempre difesa benissimo in B, con medie in linea o superiori alla media del campionato cadetto.

  6. headhunter scrive:

    Il solito discorso campanilistico deve finire. Samb e Ascoli divisi non hanno più senso. Era il sogno di Rozzi: un’unica squadra per il Piceno.
    Il Piceno è un entità unica con due facce: la storia di Ascoli e la cultura marinara di San Benedetto.
    Non riusciamo ad eccellere in nessun campo perché siamo pochi (in tutta la vallata del Tronto vivono le stesse persone di un quartiere di Roma!) e divisi.

    Spero si inizi a parlare del Piceno come entità e non come Ascoli e Samb.
    Se si pensasse ad un entità metropolitana con un trenino ad alta frequenza che funziona come metropolitana di superficie, avremmo tutti dei grandi benefici.

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Mi sembra un mio DisAppunto. A proposito di un’unica squadra per il Piceno fu una proposta del presidente dell’Ascoli Benigni in una nostra intervista video esclusiva di deu anni fa. Una soluzione che non può essere né discussa né programmata ma che potrebbe maturare nel tempo senza colpo ferire. Questa, perlomeno, è la mia modesta opinione. Per il resto le ripeto: “Sembra un mio DisAppunto”.

  7. berry8 scrive:

    Chi ha il pane non ha i denti! capisco l’invidia che ha Benigni nei confronti della tifoseria Sambenedettese i numeri parlano chiaro!
    se giocava l’Ascoli contro l’Este o il Legnago credo che ci sarebbero state non più di 200/300 persone (noi in 5000)
    Se dovessimo ritornare in serie B il RIviera non sarebbe sufficiente per tutti!
    Comunque consiglio ai tifosi Ascolani, di lasciar perdere le parole del presidente, andate allo stadio! tifate la vostra squadra del cuore e sopratutto buttate la tessera di sky o premium che sia, questa è la vera rovina del calcio moderno.

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Il suo discorso è valido ma non in senso assoluto. Non fa i conti con l’assuefazione alla categoria in cui si gioca. Lo ha anche scritto un lettore in un suo commento. E’ così. Le faccio un esempio: se l’Ascoli tornasse in serie A ci sarebbe tantissima gioia e partecipazione ma contenuta. Se ci andasse la Samb l’entusiasmo salirebbe alle stelle, sarebbe incontenibile e coinvolgerebbe tutti i residenti della Riviera, dai cinque ai 100 anni. Come quando gli ascolani montarono quella grande A a cavallo di una strada che porta allo stadio. L’unica differenza sta nello “zoccolo duro” che incredibilmente a San Benedetto è superiore non diminuisce anzi cresce dopo tanti anni di dilettantismo. Perché? Perchè il miracolo Samb è nato prima di quello ascolano e la passione è stata tramandata, come in nessun altro posto, di generazione in generazione. Oserei dire che la promozione della Samb in serie B nel 1956, dove rimase sette anni, è paragonabile alla prima promozione in serie dei bianconeri. Ho più volte spiegato perché.

      • piceno scrive:

        Appunto, dice benissimo il Direttore. C’è l’assuefazione e lo dimostrano i vostri numeri in SERIE C1. Il primo anno 5800 di media, il secondo anno già un calo fino a 4000, poi piano piano 3500, 3000, fino ai 2500 di media dell’ultima stagione culminata col fallimento.
        Idem l’Ascoli in B. La prima stagione nel 2002 fece tipo 8000 di media, poi 6500, poi 5500, per stabilizzarsi sempre intorno ai 5000. Con l’eccezione di quest’anno dove c’è stata una vera e propria fuga dal Del Duca (circa 3000 spettatori di media).
        Ora come ora, se la Samb salisse in B, farebbe il doppio degli spettatori dell’Ascoli. L’entusiasmo conta molto. Una cosa è stare da 10 anni in B, altra cosa è tornarci dopo 20 anni di assenza.
        Resta il fatto che sia Ascoli che Samb sono due signore tifoserie, due città attaccate alla propria squadra. Due ambienti che non si possono minimamente paragonare a quello fermano o anconetano.

        • Pier Paolo Flammini scrive:

          Vero la questione dell’assuefazione, ma è anche vero che il primo anno di C1 si lottava per la Serie B, il secondo si fallirono i play off, poi nuova fiammata con Ballardini e infine mesti campionati di salvezze stentate e play out in C1.

          • piceno scrive:

            Si ma dal secondo anno di C1, dopo i 5700 di media del primo anno, la Samb non ha più superato la media di 4000. Anche nel terzo anno dove, se non sbaglio, la Samb fece i play off.
            E poi, scusami una cosa, l’Ascoli in B che sta facendo da 4 anni a sta parte? Quattro anni di penalizzazioni e salvezze in extremis.

  8. fabio55 scrive:

    Io sono tifoso della samb dai tempi del ballarin,fino a lì siamo andati bene, dopo apriticielo,tra di noi non è corso mai buon sangue, ma devo dire che voi siete avvantaggiati, perchè se un presidente se ne và c’è sempre qualche im prenditore di Ascoli che può subentrare per il continuo della società,poi seguire la squadra che lotta sempre per la salvazza non è sempre stimolante, quest’anno poi non vi avrei dato nemmeno un soldo bucato,per me bravissimo Silva ed anche in parte anche la società.

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Bè al Riviera la Samb ha disputato quattro campionati di serie B, sfiorando addirittura la serie A quando era in testa dopo 10 o 11 partite. Ridurre gli insuccessi allo stadio mi sembra sbagliato. Anzi, secondo me, è vero il contrario. è proprio lo stadio che tiene ancora in vita la speranza di un futuro calcistico migliore.

  9. dipa scrive:

    Ma direttore ci stanno accorpando tutto (es. ospedale) adesso pure la squadra di calcio? e per quale motivo? per andare in serie A? Io sono tifoso della Samb da quando ero bambino, mio nonno e mio padre erano tifosi, mio figlio viene con me adesso alla partita. E cosa gli dovrei far tifare? il Piceno Calcio? Ci stanno togliendo tutte le identità e le appartenenze lasciateci almeno quella calcistica. I sambenedettesi tifano (pazzamente ed in qualsiasi categoria) Samb e gli ascolani tifano Ascoli. Punto!!!

    • Nazzareno Perotti scrive:

      Punto, lo metto anch’io ma lei non ha ben letto quello che ho scritto e dimentica che dobbiamo ringraziare molto i recenti finti play off e il campionato appena trascorso perchè nei tempi di magra, qui per la scarsità della categoria e in Ascoli per assuefazione, scommesse, penalizzazioni e televisione, l’entusiasmo era vicino ai minimi livelli

  10. andrea70 scrive:

    …i Presidenti passano, i Dirigenti passano, i calciatori (MERCENAR!!!) passano…quello che resta SEMPRE e la MAGLIA e i suoi COLORI…cari “cugini” festeggiate lo stesso la vostra salvezza…FORZA SAMB!!! e speriamo di rivedere presto il VERO derby marchigiano…gli altri nn contano…

  11. ABELARDO scrive:

    IPSE DIXIT ! …mica un pincopallino qualsiasi

  12. Giampy scrive:

    Potremmo continuare all’infinito, ognuno di noi ha una sua versione di come stanno le cose. Io dico la mia e cioè che è assurdo fare le solite comparazioni tra l’Ascoli e la Sambenedettese semmai potete farle con l’Ancona. Il motivo principale lo avete detto più o meno tutti; noi ascolani per una “B” anche se raggiunta miracolosamente come quest’anno, festeggiamo in modo un pò blando del tipo “nordico” e addirittura rinunciamo subito a far festa per delle frasi del Presidente, volutamente travisate da chi ascoltava, per mettere un pò di zizzania nel già non idilliaco rapporto tra le due parti. Per voi sambenedettesi soltanto avere il miraggio di una categoria professionistica sarebbe motivo per far festa un mese intero dalla mattina alla sera! Sta tutta qui la differenza tra noi e voi; voi sono troppi anni che vivete un calcio dilettantistico che tutto si può dire ma non che sia entusiasmante, ma vi siete rassegnati al fatto che più di così non si può avere e quindi si va allo stadio lo stesso raggiungendo numeri discreti per la categoria (2000 circa, molto vagamente come dicevano i tabellini di ogni partita tranne il derby e un’altra manciata di partite). Noi che, vuoi il sabato, vuoi le tv, vuoi i biglietti nominativi, vuoi il prezzo ecc, ecc, e soprattutto le continue penalità e sapere che non parti tra i favoriti anche se in “B” siamo anzi sono, in “attesa” di tempi migliori. Sono sicuro che “basta poco” come dice la Pausini per riaccendere il calore dei tanti tifosi del Picchio che non aspettano altro, come è già successo tante altre volte lungo la nostra gloriosa storia. Per il resto non merita nessuna considerazione la peregrina, folle idea di unire il Piceno in un unica squadra; l’Ascoli è una cosa, la Sambenedettese è un’altra cosa, l’una e l’altra sono il vanto della propria città oltre ogni categoria e questo non potranno mai cambiarlo.

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