ASCOLI PICENO – E’ terminata mercoledi 30 maggio alle 15 l’udienza, fissata alle 10 al Tribunale di Teramo, davanti al Gip Marina Tommolini. Poco prima dell’inizio è arrivato in aula, dal carcere di Castrogno dove è detenuto dall’agosto scorso, Salvatore Parolisi, marito di Melania Rea e al momento unico indagato della morte della giovane casalinga e madre ventinovenne di Somma Vesuviana, brutalmente uccisa nel Bosco delle Casermette di Ripe di Civitella nell’aprile scorso, con 35 coltellate.

Parolisi entra a Palazzo di Giustizia, come sempre, scortato dal servizio d’ordine, nonostante un nutrito gruppo di curiosi; e la sua presenza in aula sembra impercettibile considerato che dall’inizio dell’udienza è rimasto impassibile di fronte alle deposizioni dei tre operai macedoni, che il Gip ha deciso di ascoltare per approfondire le loro testimonianze già precedentemente rese durante le indagini preliminari. L’unico cenno dell’indagato è stato quando ha chiesto di non vedere il video con le immagini di sua moglie.

Nell’aprile scorso i tre operai si presentarono spontaneamente ai Carabinieri di Ascoli Piceno per effettuare un prelievo del dna, estratto da un campione pilifero comparato poi con quello rinvenuto sulla manica della giacca di Melania, e risultato negativo. Ma questa volta, in sede d’udienza, Marina Tommolini dispone di un nuovo prelievo mediante l’estrazione salivare grazie al kit portatile in possesso dei carabinieri. I tre sono stati sentiti come semplici testimoni, dunque la loro posizione, inizialmente più che scomoda poichè finirono sul registro degli indagati per concorso in omicidio, è stata del tutto archiviata.

Subito dopo, la testimonianza ufficiale del conduttore del cane molecolare, Piergiorgio, messo a confronto con un perito per verificare l’attendibilità del suo lavoro quando, all’epoca dei fatti, sul Pianoro di colle San Marco individuò delle tracce nelle vicinanze del monumento ai caduti, proprio dove i tre macedoni, quel giorno, stavano lavorando. L’udienza si chiude con la lettura delle dichiarazioni dell’anziano, residente a Colle San Marco, rilasciate durante le indagini preliminari, e con la disponibilità del Gip Tommolini ad accogliere la richiesta del legale della parte civile (l’intera famiglia Rea), Mauro Gionni, di nominare Stefano Vanin, entomologo forense, titolare di una cattedra al Department of Chemical & Biological Sciences dell’Università inglese di Huddersfield, già coinvolto nelle indagini scientifiche dei casi di Elisa Claps e Yara Gambirasio. Il suo incarico sarà ufficilaizzato a partire dal 15 giugno prossimo.

Ma dalla soddisfazione dell’avvocato Gionni, che vuole vederci chiaro sull’ora della morte di Melania attraverso l’analisi delle larve, il sospetto, invece, dei legali della difesa del caporalmaggiore, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, secondo i quali “sono stati nascosti atti processuali importanti alla difesa ed al giudice”. Si riferiscono ad un fascicolo separato a carico degli operai macedoni, e alle riprese audiovisive dell’autopsia sul corpo di Melania.

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