ASCOLI PICENO – “Disinformazione”: così Stefano Corradetti, capogruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale di Ascoli, bolla le gestioni dei sindaci Piero Celani e Guido Castelli in merito ai parcheggi a pagamento e alle convenzioni stipulate nell’ultimo decennio.

“Mi chiedo: è da considerare bravo l’amministratore (per esempio Guido Castelli) che programma lavori pubblici per 30 milioni di euro facendo schizzare l’indebitamento, vendendo patrimonio, svuotando e indebitando le società partecipate e lasciando deficit strutturali annuali sempre di più insanabili?” scrive Corradetti.

“Per analizzare la scandalosa convenzione con la Saba e i segreti circa i rapporti dell’amministrazione comunale con la società stessa ho redatto una tabella semplificata per far capire la gravità della convenzione in essere. Castelli e Celani, innanzitutto, nei loro discorsi, ripetutamente nel corso degli anni ripropongono un falso storico attribuendo le passate convenzioni esclusivamente alla passata amministrazione (Allevi) a loro ostile. Da quel 10 marzo 1995 (era sindaco Nazzareno Cappelli) ricordiamo che tra coloro che approvarono e votarono a favore di quel piano economico e finanziario ci fossero Nazzareno Cappelli (oggi coordinatore comunale del Pdl), Emidio Tosti Guerra (oggi Capogruppo Pdl in Consiglio Comunale) e Raniero Isopi (oggi Capogruppo della Lista Castelli in consiglio comunale)” fa notare Corradetti”.

Dopo aver ricostruito storicamente le ragioni che portarono alla scelta di far pagare i parcheggi, Corradetti scrive che “una volta vinte le elezioni sulla riapertura del centro storico, di Piazza Arringo e sulla sosta selvaggia, ecco che per Celani non era possibile attuare quella convenzione, e in modo scellerato ne ha approvato un’altra che non solo impegnava il Comune a garantire economicamente gli incassi previsti dal Piano Economico e Finanziario,(cosa che la precedente non prevedeva) ma inseriva anche il raddoppio di incassi previsti rispetto alla precedente”.

“La nuova soluzione prospettata oggi di creazione di una società cui conferire la proprietà dei parcheggi e quindi venderne il 49%, non rappresenta altro che il modo per nascondere le gravi responsabilità dell’amministrazione non solo Celani, ma anche Castelli, il quale oggi non riacquista i parcheggi, che sono di proprietà comunale, ma ne vende il 49%” continua, “Crea una società dove al privato, anche se in minoranza, dovrà garantire incassi certi. In questo modo non solo non centra l’obiettivo della libera gestione della sosta, ma vende il 49% della proprietà a un privato compromettendo entrate sicure annuali di cui il comune ha molto bisogno”.

E infine la conclusione: “A Castelli interessa oggi solo nascondere le conseguenze di quella convenzione ed essere rieletto. Nulla gli può interessare di meno delle entrate strutturali. L’importante è arrivare al 2014 vincitore. A qualsiasi costo. Raccontando favole, come quella, ad esempio, che raccontava Celani nel 2002: i parcheggi costeranno di meno. Omettendo di dire che i posti a pagamento sarebbero triplicati e gli incassi totali previsti raddoppiati”.

 

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