ASCOLI PICENO – “Bisogna capire l’importanza del saper ascoltare le persone. Lo scontro è sempre la strada più facile, il dialogo è invece quella più difficile”. Il vescovo di Ascoli Sua Eccellenza Silvano Montevecchi sabato festeggierà 50 anni di sacerdozio, una ricorrenza che è un’occasione per ripercorrere tutta la sua esperienza pastorale, contraddistinta dalla continua ricerca del dialogo.

Del resto chi, come Montevecchi che è stato consacrato sacerdote il 16 giugno del 1962, ha vissuto l’evolversi dei grandi processi democratici dell’occidente, ma anche delle delicate e talvolta violente lotte ideologiche di quel periodo, non può non essersi messo di fronte ad un bivio: o lo scontro o il dialogo. “Eravamo una generazione di giovani sacerdoti con un entusiasmo particolare anche perchè si era in un’epoca di grandi riforme e cambiamenti – ricorda Montevecchi – Era il periodo del Concilio Vaticano secondo, e il Papa Giovanni XXIII seppe dare un’impronta nuova alla Chiesa, un’impronta che si basava sull’esigenza di farsi capire; e per farsi capire è indispensabile anche saper ascolare. Ciò mi ha permesso di imparare da tutti, anche da chi aveva posizioni completamente opposte dalle mie e dalla Chiesa come i comunisti o gli anarchici”.

Questa è stata duque la formazione del sacerdote Montevecchi, un “imprinting” che lo ha contraddistinto anche nei suoi 15 anni di episcopato ad Ascoli. Nella splendida Sala del Fogolino del Palazzo Roverella il Vescovo faentino ricorda a tal proposito il suo arrivo nella città delle cento torri. “Non ho avuto difficoltà particolari dal punto di vista relazionale perchè gli ascolani, come noto, sono persone accoglienti. Ma quando arrivai dovemmo subito fare i conti con problemi concreti: c’era infatti da poco stato il terremoto che aveva danneggiato diverse chiese tra cui il duomo, che per un periodo venne anche chiuso. Ci furono parecchie difficoltà ma ora è bello vedere le chiese tornate al loro splendore”.

Oggi il problema principale che deve affrontare la Chiesa ad Ascoli come in tutta l’Europa, mentre nei paesi meno sviluppati il Cristianesimo è in crescita, è quello dell’allontamento dei giovani. “Io ho sempre avuto un buon rapporto con loro, devo dire che sono sempre molto rispettosi. Però quello che  mi dispiace è notare a volte un sentimento di indifferenza o di sconfitta. Quando insegnavo, negli anni ’70, c’erano molti scontri ideologici, gli studenti mi criticavano anche duramente, ma preferivo quello piuttosto che la rassegnazione che vedo oggi. Allora i giovani erano più combattenti”.

IL PROGRAMMA – Domani, sabato 16 giugno, alle ore 17 ci sarà il conferimento  presso della sala della vittoria del Comune di Ascoli della cittadinanza onoraria al vescovo Silvano Montevecchi. Alle ore 18.30 solenne concelebrazione in cattedrale. A tal proposito tutte le messe vespertine delle altre parrocchie della Diocesi saranno sospese pèer favorire la partecipazione di fedeli e sacerdoti.

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