ASCOLI PICENO – E’ stato veramente un piacere ascoltare la presentazione del progetto di clown-terapia elaborato dall’associazione Chimaera e finanziato dalla fondazione Carisap. Gli operatori sono riusciti a trasmette un grande entusiasmo  nell’illustrare che cosa accadrà nei prossimi mesi nelle strutture sanitarie della zona: un gruppo di clown verrà formato per assistere e aiutare i bambini che stanno vivendo traumi fortissimi dovuti a situazioni di ospedalizzazione o difficoltà permanente (come l’autismo o la sindrome di down).

I colorati pagliacci cercheranno di portare il sorriso e l’assistenza tra i piccoli pazienti facendoli riappropriare del diritto di essere bimbi nonostante le “brutte situazioni” che si trovano a vivere.

L’associazione promotrice del progetto, nel prossimo autunno, organizzerà percorsi formativi per ragazzi e adulti che vorranno impegnarsi nella clown terapy. I corsi saranno finalizzati a creare figure competenti per assistere i piccoli pazienti e per aiutarli ad  affrontare con serenità le dure esperienze con cui si devono quotidianamente confrontare.

Gli obiettivi della Chimaera sono molto ambiziosi; l’associazione vuole andare oltre la terapia del sorriso e cercare di formare esperti che siano anche in grado di fronteggiare stati di emergenza, sia psicologicamente che con interventi operativi. Gli operatori verrano anche preparati per intervenire nelle calamità naturali: per esempio in caso di un terremoto, i clown darebbero un supporto con azioni sia di pronto soccorso che di animazione per riportare un clima di serenità tra i piccoli che dovessere vedere sconvolte le loro vite dall’ evento disastroso.

La passione con cui i volontari hanno parlato del loro lavoro fa ben sperare perché il sogno diventi realtà e quel mondo fatto di solidarietà in cui le persone si aiutano possa essere non una “chimera” ma il quotidiano.

Per dirla con le parole di Patch Adams, il medico che ha inventato la clown terapy,: “La malattia va sdrammatizzata, ridicolizzata, seppellita sotto una marea di risate. I disturbi che affliggono la maggior parte dei malati, come la sofferenza, la noia e la paura non possono essere curati con una pillola. I medici devono curare le persone, non le malattie”.

 

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