ASCOLI PICENO – Entrambi hanno fortemente segnato (male) la recente storia dell’Ascoli Calcio. Ma, soprattutto, entrambi hanno prontamente richiesto in via giudiziaria il pagamento di tutte le somme di denaro (emolumenti e premi) possibili, spettanti dal club come da contratto. Non bastasse lo stupore generale e la netta opposizione, formale e materiale, di corso Vittorio Emanuele, ora, Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese hanno un ostacolo in più in questo cammino.

La Lega di Serie B, infatti, nella persona del presidente Andrea Abodi, ha diffidato i due ex giocatori del Picchio a presentare il decreto ingiuntivo, dopo che entrambi avevano omesso nella richiesta qualsiasi coinvolgimento all’inchiesta da cui era nato il processo sportivo e dal quale sono risultati colpevoli. Ecco il testo del comunicato.

“Nel più ampio ambito di azioni legali che da tempo sta predisponendo per la tutela patrimoniale delle sue Associate interessate dall’inchiesta “Last Bet”, la Lega Nazionale Professionisti Serie B, tramite il presidente Andrea Abodi, comunica di aver diffidato i calciatori Vittorio Micolucci e Vincenzo Sommese dal richiedere al Tribunale di Ascoli Piceno, come appreso nei giorni scorsi, un decreto ingiuntivo ai danni dell’Ascoli Calcio per ottenere il pagamento di prestazioni sportive riferite a parte della stagione 2010/2011 e a tutta la stagione 2011/2012, omettendo però di rappresentare alla magistratura ordinaria l’esistenza a loro carico di un giudicato sportivo collegato a fattispecie delittuose di particolare allarme sociale e criminale, quali l’associazione per delinquere e la frode sportiva.

La Lega Serie B ritiene che tale comportamento sia altamente pregiudizievole non solo nei confronti dell’Ascoli Calcio, che oltre ad aver subito una penalizzazione a titolo di responsabilità oggettiva si trova ora ad affrontare un ingiusto provvedimento di carattere patrimoniale, ma anche per l’immagine e la reputazione della Lega Nazionale Professionisti Serie B e in generale di tutto il sistema calcio.
La Lega comunica, infine, che si è già attivata per intraprendere tutte le azioni legali esperibili in sede civile e penale a tutela della propria immagine e dei diritti delle sue Associate lesi dai reati in corso di accertamento presso diverse procure della Repubblica Italiana”.

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