ASCOLI PICENO – Alcoliche o non alcoliche, le bevande in bottiglie o bicchieri di vetro o in lattine e contenitori in metallo non possono essere vendute o somministrate dalle attività commerciali e dai pubblici esercizi, in sede fissa ed ambulante, né consumate nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, dalle ore 22.00 alle ore 6.00.

Questo prescrive, nel territorio comunale, l’ordinanza sindacale n.267, pena l’ammenda di 60 euro, raddoppiabile a seconda della gravità del reato, nata per porre rimedio ad una situazione “vergognosa e inaccettabile – come spiega il sindaco Guido Castelli – in cui chiunque si trovi in piazza del Popolo, dopo aver bevuto, lascia tutta quella sporcizia”

Niente di diverso, in realtà, rispetto a quanto succede in tante altre città italiane e europee (compresa per certi versi la vicina San Benedetto del Tronto, amministrata dal centrosinistra). Eppure sono in molti a vedere negativamente questo provvedimento, come i Giovani Democratici di Ascoli Piceno per i quali l’ordinanza non risolve il problema dei rifiuti sugli scalini di Palazzo dei Capitani perché alle bottiglie di vetro si sostituirebbero i bicchieri e le bottiglie di plastica e che propongono di “far distribuire dai commercianti, insieme al prodotto venduto, anche un piccolo flyer con uno slogan che sensibilizzi il cittadino e lo richiami al suo senso civico”; o gli esponenti di CasaPound che giudicano il provvedimento “liberticida e punitivo anche per chi si è sempre attenuto alle regole del rispetto e della civiltà” perché i responsabili sarebbero pochi ragazzi incivili che andrebbero educati e poi semmai multati e non dovrebbero condizionare lo stile di vita di una cittadina.

Ma se gli esercenti per la maggior parte sembrano non gradire particolarmente l’ordinanza, c’è chi la ritiene giusta anche se imprecisa; Enzo Accorsi del Lorenz Cafè, infatti, pensa sia necessaria sotto certi aspetti, posto che, a suo parere, tanto degrado in centro è spesso dovuto al comportamento esclusivo degli studenti stranieri dei progetti Erasmus e Leonardo, ma la giudica ambigua per gli esercenti in alcuni punti chiedendosi, infatti, “cosa potrebbe fare il gestore di un esercizio se un cliente al bancone gli chiedesse un bicchiere di vetro e poi decidesse di andarsene portandoselo dietro”.

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