ASCOLI PICENO – Continua la querelle sulla manifestazione “L’Altra Italia”, in programma dal 15 al 22 luglio ad Ascoli Piceno. A fare il punto della situazione è la lista civica L’ Alveare, in forza del suo Capogruppo Marco Regnicoli, che fa il punto della situazione snocciolando, tra le altre cose, numeri e cifre.

“Pensando alla prossima manifestazione “L’Altra Italia” – scrive Regnicoli in una nota – , varata in pompa magna dall’Amministrazione Comunale, ci viene da pensare che è vero: c’è un’ Altra Ascoli: è l’Ascoli delle famiglie ormai allo stremo delle forze e con un’economia in fortissima difficoltà da molto tempo. La crisi nel nostro territorio l’abbiamo anticipata rispetto agli altri, ma i nostri amministratori continuano a non vedere. Sembra di stare su una nave che sta per affondare, ma il comandante invece che otturare la falla dove si imbarca acqua, dà ordini per dare una bella mano di vernice per farla più bella”.

Anziché manifestazioni di vernice, occorre qualche intervento al motore, al telaio, oltre a cambiare comandante ed equipaggio. Abbiamo sicuramente bisogno di confrontarci sulle idee, di attivare laboratori, di investire sulla cultura per una sviluppo diverso, sostenibile, orientato a scenari futuri che dovremmo capire come anticipare. Bene i convegni, ma non quando sono solo occasione di visibilità fine a se stessa, e per il cui costo è tutta la collettività a pagarne il prezzo. Si pensi che le prestazioni del coordinatore del progetto il Dott. Marcello Veneziani, hanno impegnato, limitatamente alla prima fase del progetto, 22.000 euro, somma equivalente a quella stanziata per finanziare il “quoziente familiare”.

Il Capogruppo de L’Alveare continua il suo monito ricordando che “La Festa delle Idee Contro la Crisi è una buona declamazione di principi. E’ vero, occorrono idee nuove. Ma occorre anche la determinazione a guidare processi innovativi e coinvolgenti della realtà economica locale a cui dare risposte a breve, brevissimo. Altrimenti occorrerà cambiare il nome della manifestazione come il Festival dello Spreco in Barba alla Crisi. Siamo stufi delle preponderanti attività di comunicazione dell’Amministrazione; un pensiero che non ci abbandona se pensiamo agli 85.000 euro spesi dal Sindaco fino ad ora per la comunicazione cartacea, ai 34.000 euro per la comunicazione televisiva, ai 25.000 euro per monitoraggi e sondaggi, arrivando con una stima in difetto, e su cui sono pronto a confrontarmi in ogni sede con documenti alla mano, alla somma totale di 166.000 euro”.

Siamo orgogliosi della nostra città – conclude Regnicoli -, della sua credibilità, ma non possiamo continuare a sostenere, con i soldi della collettività, l’immagine politica del Sindaco, anche nei salotti romani targati Popolo della Libertà. Le risorse vanno impegnate in un protagonismo dell’ Amministrazione Comunale nei tavoli concertativi tra i vari livelli istituzionali, per alleggerire la pressione fiscale sulle imprese e sostenerle nell’accesso al credito; per finanziare progetti legati all’innovazione ed alla ricerca; nel tentativo di creare processi cooperativi; nell’attivazione di reti di impresa per competere su mercati più ampi. Quello che ancora più spiace è che tra i grandi nomi non si sia trovato lo spazio per la nostra università, i suoi qualificati docenti e gli studenti, potenti vettori di innovazione, perché è al futuro dei nostri giovani che dobbiamo dare una risposta”.

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