ASCOLI PICENO – I deputati Luciano Agostini e Amedeo Ciccanti hanno incontrato gli esponenti del Governo durante l’esame del Decreto sullo Sviluppo, al fine di verificare come le misure previste possano essere utili al rilancio delle aree che nell’ultimo triennio hanno subito un processo di deindustrializzazione, a causa della recessione economica, tra cui quella del Piceno e della Val Vibrata.

Il confronto è stato molto utile e costruttivo, perché da una parte ha fatto emergere la realtà della crisi produttiva ed occupazionale dell’area industriale ex Casmez e dall’altra ha fatto mettere a fuoco gli strumenti di intervento pubblici ritenuti più congrui per la consistenza delle difficoltà sopravvenute. Sulla base delle disposizioni in corso di esame è purtroppo venuto meno il significato e l’importanza del famoso Protocollo d’Intesa tra i territori di confine dell’Abruzzo e delle Marche, su cui le istituzioni e le forze sociali avevano rimesso molte speranze.

Quel tipo di approccio alle problematiche di rilancio dello sviluppo e dell’occupazione è ritenuto non idoneo e fuori dai nuovi parametri di intervento pubblico previsto dallo Stato. Lo strumento, maturato nel 2008, prima della crisi finanziaria, è stato in seguito inflazionato con altre centinaia di iniziative similari in tutta Italia. Si tratta quindi di ripensare e rimodulare, secondo il Ministero per lo Sviluppo Economico, gli strumenti di intervento pubblico per rilanciare la reindustrializzazione della Vallata del Tronto e della Val Vibrata, rivitalizzando le iniziative in grado di riassorbire la grave disoccupazione che si è accumulata in questi ultimi quattro anni, soprattutto nelle fasce di età più marginali.

Le risorse sono molte scarse, ma ci sono adesso le norme giuste per ricostruire un percorso con interventi mirati, in grado di coinvolgere investimenti privati e pubblici, in forma più stringente ed operativa, in un quadro di certezze progettuali concrete e realizzative, che superino la mera logica dei finanziamenti a pioggia.

Gli interventi previsti dal decreto sviluppo mirano a favorire investimenti ad alta intensità di occupazione qualificata, soprattutto attraverso incentivi fiscali e non finanziamenti a fondo perduto o a tasso agevolato come avveniva nel passato. Il credito d’imposta è lo strumento fiscale più idoneo. Esso presuppone però l’esistenza di un’attività produttiva concreta e vitale sul mercato. I due parlamentari ascolani, in accordo con i rappresentanti del Governo, si sono dati un prossimo appuntamento alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la breve pausa estiva, al fine di mettere in atto un preciso progetto di interventi mirati. Nei loro obiettivi c’è la volontà di ridare speranza ai giovani che non vogliono emigrare per mancanza di lavoro!

 

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