Riprese di Emanuela Voltattorni, montaggio di montaggio di Maria Josè Fernandez Moreno.
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APPIGNANO DEL TRONTO – Fuori dal tempo, dalle sonorità che di solito si ascoltano nel Piceno. Al Parco D Angelis di Appignano sembrava fossero tornati gli anni ’70. Il 4 agosto scorso durante il concerto per la Notte Blu, le persone erano distese sul prato, in quella sorta di anfiteatro naturale formato da gradoni, mentre le sonorità del blues si diffondevano per tutta l’aria. Prima il gruppo dei  Tunisi seguiti dai Glass Onion Trio di Jacopo Fedi, giovane band dalle sonorità blues elettriche e il grande atteso sound vecchio stile di Marco Calcinaro.

Il noto vignettista di Sci Oh, anche bluesman ha traghettato gli spettatori dal fiume Tronto al Mississipi con un repertorio dedicato alla mitica tradizione americana partendo proprio dalle origini del genere Delta blues, nato fra la fine degli anni 20 e i primi anni 30. Regalando così evocazioni ed emozioni, Infine gli Underground, che in occasione dei 50 anni di carriera dei Rolling Stones hanno riproposto i brani più intensi e originali che hanno cambiato la storia del rock.

Un esperimento di Appignano, ideato dall’associazione “Frammenti” che potrebbe negli anni diventare un appuntamento irrinunciabile. Nel Piceno, c’è da sottolinearlo, i concerti di questo genere non si tengono mai e gli amanti del blues sono costretti a spostarsi in Abruzzo, per cui ben venga l’Appignano Blues.

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