ASCOLI PICENO – Tra Ascoli, Macerata e Fermo il comune con maggior numero di abitanti residenti è la città delle cento torri. E proprio su questi dati demografici la Camera, con 371 voti favorevoli, 86 contrari e 86 astenuti, ha approvato ieri il Decreto sulla spending review, nell’ambito del taglio delle provincie, che affida ad Ascoli la guida dell’ente territoriale dell’area meridionale marchigiana, e che accorpa gli enti di Macerata, Fermo e la stessa Ascoli Piceno.

Le Marche, dunque, restano con tre province: Pesaro, Ancona e Marche sud. Già nei giorni scorsi, però, l’eventualità di Ascoli capoluogo, di fatto divenuta legge, è stata motivo di numerose proteste nel maceratese e nel fermano, tanto che il deputato democratico maceratese, Mario Cavallaro, durante il voto di ieri alla Camera, ha presentato un ordine del giorno secondo il quale “si dovrebbero adottare dei parametri di scelta che tengano conto delle realtà esistenti, anche con delle eccezioni. Qualora non si raggiungesse l’accordo sulla scelta, esso dovrà essere sancito con voto di maggioranza tra i capoluoghi delle vecchie provincie, con il numero maggiore di abitanti ”.

Il cavillo imposto dall’onorevole Cavallaro è stato comunque accolto dal Governo, anche se non sarà conseguente ad alcuna modifica del decreto appena approvato; e a questo proposito non si è fatta attendere la replica del deputato ascolano dell’UDC,  Amedeo Ciccanti, che definisce la mozione del suo collega maceratese come “un ordine del giorno che ha il fascino del desiderio che solo un avvocato bravo come lui sa generare. Ma e’ lo strenuo tentativo di riscrivere una norma piuttosto che interpretarla”.

Secondo il parlamentare maceratese, infatti, la norma che stabilisce Ascoli capoluogo, salvo che non ci siano accordi diversi, potrebbe essere osteggiata da Macerata e da Fermo, che potrebbero decidere diversamente. Secondo il parlamentare ascolano, invece, “tale interpretazione e’ una forzatura che serve a creare confusione, perche’ l’accordo implica l’unanimità’, non essendo stabilite procedure di voto, quindi richiederebbe la rinuncia di Ascoli che non riesco ad immaginare nemmeno in sogno. Tra l’altro il collega Cavallaro prefigura una decisione da prendere tra le tre province oggetto di riordino, quando invece la norma chiama in causa il Consiglio delle autonomie locali regionale nel suo complesso”.

“La partita e’ adesso in mano alla Regione – conclude Ciccanti – che deve fare una proposta al Governo. La Camera, con l’impegno del sottoscritto e del collega On.Agostini, consegna alle Marche una nuova provincia di 700.000 abitanti con capoluogo Ascoli, adesso la parola passa ai consiglieri regionali che possono solo sfasciarla e cambiare capoluogo, spero che non lo facciano e si limitino al loro residuo compito di scegliere il nome”.

Ma un gesto di democrazia assoluta, secondo il coordinatore regionale dell’IDV, David Favia, potrebbe essere rappresentato dalla promulgazione di “un referendum popolare fra i cittadini di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, per decidere democraticamente il capoluogo della nuova provincia Marche sud. Non ci sono margini perche’ Cal e Regione propongano qualcosa di diverso da tre Province: Pesaro, Ancona e Macerata-Fermo-Ascoli. L’unica chance e’ la scelta del capoluogo, che in base alla legge dovrebbe essere Ascoli”.

 

 

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