ASCOLI PICENO – Benvenuti nella Terra di Nessuno, dove potete gettare i vostri rifiuti impunemente (almeno fino ad ora). Negli ultimi mesi il caso delle discariche abusive è tornato prepotentemente alla ribalta a causa dell’incendio che nemmeno un mese fa si impadronì del sito non autorizzato di via del Grano, di fronte allo stabilimento dell’Ocma spa e a pochi passi dal depuratore di proprietà della Piceno Consind, deputata per altro alla gestione dell’area, che  si trova nella parte periferica della zona industriale di Campolungo. A fine luglio scorso le fiamme mandarono in fumo una notevole quantità di rifiuti, impegnando i Vigili del Fuoco in una vera e propria lotta contro il tempo.

Sull’incendio intervenne anche l’Arpam di Ascoli che analizzò il grado di tossicità dei fumi sprigionati dalle fiamme. Una procedura standard in casi in cui tra il materiale bruciato sia presente anche quello tossico che potrebbe alimentare danni ambientali e per la salute della comunità: tra i rifiuti andati in fumo c’erano, infatti, anche pneumatici di ogni tipo e grandezza che, una volta dati alle fiamme, sprigionano nell’aria una puzza acre e soprattutto velenosa per chi la inala.

E proprio la presenza di questi “copertoni selvaggi” sembra accomunare tutte e tre le discariche abusive prese in esame. E’ praticamente identico, infatti, lo scenario di quella situata in via della Semina (tra la Novico e la cartiera Ahlstrom), e quella in via Palude (una traversa della zona industriale Basso Marino). Entrambe presentano le stesse caratteristiche: nella prima i rifiuti sono stati abbandonati proprio sul ciglio della strada; la seconda si trova, invece, in una zona più appartata, ma il materiale depositato illegalmente è lo stesso: materassi, vecchie tv, wc e altro ancora.

Come nel caso di via del Grano – in cui i dipendenti della Ocma sono costretti a parcheggiare tutt’ora le loro auto tra cumuli di immondizia bruciata – la zona che interessa il sito di via della Palude circoscrive letteralmente alcune aziende che operano nell’area. Da alcune testimonianze raccolte sul posto sembra che addirittura una di esse stia pensando seriamente di trasferire l’opificio altrove, proprio perché la situazione sta diventando insostenibile. In realtà in via della Palude opera un’autodemolizioni che deposita pezzi di ricambio in vari punti dell’area interessata. Il problema però è che tra essi sono presenti rifiuti abbandonati illegalmente da altri soggetti, e di ogni genere.

Il mese scorso il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, dichiarò che, nonostante il problema relativo al sito di via del Grano sia di competenza della Piceno Consind, se ne sarebbe occupato anche il Comune, disponendo dei controlli e delle verifiche immediate. Nel frattempo la questione è arrivata sul tavolo di Giampiero Giorgi, segretario provinciale degli Ecologisti Democratici di Ascoli, il quale il 30 agosto scorso denunciò ai Carabinieri la presenza del sito non autorizzato di via Palude. E un paio di giorni più tardi Francesco Petrelli (Udc), sollecitava il sindaco Castelli ad intervenire al più presto, chiedendosi “come mai non lo avesse ancora fatto”.

La zona industriale di Ascoli sembra diventare, dunque, sempre più “Terra di Nessuno”. Oltre alle aziende presenti, strette ferocemente nella morsa della crisi economica, a cicli regolari spuntano pericolose discariche abusive contenenti, tra le altre cose, rifiuti speciali, il cui abbandono illecito comporta un reato penale, oltre che un serio rischio per l’ambiente e per la salute.

 

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 869 volte, 1 oggi)