ASCOLI PICENO – Finisce in un piccolo paesino, tra le colline del Parco Naturale del Gran Sasso, la latitanza di Marco Zinnanti, ventiduenne nato a Novafeltria, nel ravennate, e con dimora fissa a Rimini. Il giovane si era reso responsabile dell’omicidio del tassista abusivo Leonardo Bernabini, ucciso con due colpi di fucile alla testa la mattina del 2 settembre scorso, dopo che l’uomo lo aveva caricato fuori dal “Classic Club”, nota discoteca di Rimini. Un viaggio che si è concluso tragicamente poco dopo. Il cinquantacinquenne tassista della zona è stato, infatti, freddato a fucilate dal giovane in una zona isolata delle campagne di Covignano.

La caccia all’uomo è cominciata già dalle prime ore di mercoledì pomeriggio, quando gli uomini della Squadra Mobile di Ascoli, insieme al personale della Squadra Mobile di Rimini e di Teramo, hanno cominciato a rastrellare alcune zone dell’area compresa tra Roccafluvione, Valle Castellana, Acquasanta Terme e Civitella del Tronto. Fino a quando, grazie all’ausilio di mezzi tecnici ed intercettazioni telefoniche, le tracce hanno condotto gli agenti a Rocca Santa Maria, un paesino del Parco Nazionale del Gran Sasso. La corsa di Zinnanti finisce in un bar del posto. Erano le 19:30 quando 10 agenti lo circondano e lo bloccano senza problemi.

Il giovane è stato trovato senza documenti e secondo gli inquirenti il ventiduenne romagnolo aveva un appoggio logistico nella zona, sul quale sono in corso indagini. l’ipotesi ventilata sarebbe riconducibile al fatto che i genitori erano soliti frequentare questi luoghi con un camper, durante il periodo estivo. Zinnanti è stato subito condotto nel capoluogo romagnolo dove gli è stato notificato un fermo di indiziato di delitto, emesso dal Pubblico Ministero che coordina le indagini.

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