ASCOLI PICENO – ​Riceviamo a pubblichiamo la lettera di precisazione del Presidente della Provincia, Piero Celani, in merito ai safety-tutor

“In merito alle polemiche ed alle illazioni apparse sulla stampa in questi giorni riguardo ai safety-tutor, ritengo doveroso fare alcune precisazioni. Innanzitutto, vorrei rassicurare che la Provincia “non trema” affatto per i presunti mancati proventi da sanzioni stradali e le sue eventuali ripercussioni sul bilancio dell’ente. Già da tempo, era stata infatti prudentemente messa in conto sia la possibilità del contenzioso in itinere, sia la mancata attivazione del monitoraggio di una terza tratta di strade provinciali per un minore importo complessivo di circa un milione e 300 mila euro garantendo con le prossime variazioni di bilancio l’equilibrio economico e finanziario.

Semmai, “preoccupano” i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze che continuano a pervenire e per i quali l’amministrazione è impegnata a ricercare le soluzioni più appropriate con una responsabile politica di risanamento del contenzioso pregresso avviata proficuamente fin dall’inizio del mandato. Intendo, inoltre, smentire nella maniera più categorica qualsiasi correlazione tra la decisione della Provincia di costituirsi in giudizio e i primi esiti dei ricorsi presso il Giudice di Pace. La delibera di costituzione era infatti già pronta da due mesi e chiunque può verificarlo attraverso i documenti e le carte a disposizione pubblica. Tale decisone non nasce da nessun tipo di “accanimento”e non è certo frutto di orientamenti dell’ultima ora, ma rappresenta semplicemente un atto dovuto consigliato dall’ufficio legale dell’ente e recepito, ripeto da tempo, nell’apposita delibera.

La scelta delle strade da monitorare è stata assunta in base a studi sul tasso di incidentalità (per quanto riguarda la Valtesino) e su segnalazione di altri enti e autorità preposte (per la ex SS 78) che hanno evidenziato la pericolosità di questi punti specifici della rete viaria provinciale. Respingo pertanto al mittente l’ingiusta affermazione di utilizzare i tutor come strumenti “vessatori”, al contrario rappresentano dispostivi di controllo della velocità media che hanno dimostrato, statistiche alla mano, di essere eccellenti strumenti di prevenzione capaci di modificare positivamente i comportamenti di guida e, francamente, come indica l’elevato numero di sanzioni comminate, in quelle strade provinciali veniva spesso tenuta una velocità eccessiva.

Trovo, invece, “vessatorio” nei confronti dei cittadini, l’utilizzo massiccio di autovelox a cui diversi Comuni del territorio sono ricorsi e ricorrono anche attualmente “per fare cassa”. I tutor sono invece apparecchiature opportunamente segnalate ed istallate con l’obiettivo essenziale di assicurare l’incolumità e il corretto comportamento stradale degli automobilisti aumentando la sicurezza che, insieme alla legalità, costituiscono certamente le vere priorità da tenere in considerazione al di là delle polemiche sterili e delle facili strumentalizzazioni di parte”

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