ASCOLI PICENO – Punzecchiate dall’opposizione per il primo cittadino Ascolano. “Come al solito Castelli predica bene e razzola male. Se da una parte fa veri e propri sermoni conto i Writers (vedi articolo Guido Castelli dichiara guerra ai Writers), arrivando a definirli: “cretini, bastardi e bulletti”, dall’altra “lascia nell’incuria più totale il ponte romano Gran Caso del periodo Augusteo”. Ad affermarlo è il vicesegretario dell’Udc, Francesco Petrelli.

Petrelli spiega nel dettaglio la dinamica della scoperta del problema, ed espone apertamente la sua indignazione nei confronti dell’Amministrazione Castelli: “A segnalarci l’abbandono e la trascuratezza in cui è lasciato questo attraversamento storico sito in località Lu Battente è stato uno dei più attivi dirigenti del nostro partito, Saverio Di Simone. Oltre all’indignazione, per le vergognose condizioni in cui quest’Amministrazione lascia beni architettonici del patrimonio cittadino, grande è stato il risentimento per come questo sindaco continui a non lesinare sermoni a destra e a manca per farsi della propaganda gratuita, senza però svolgere compiutamente il proprio ruolo di primo cittadino”.

Continua Petrelli: “Quel ponte è privo di manutenzione e completamente avvolto dalla vegetazione ormai da tantissimo tempo, senza che quest’Amministrazione, che si permette di spendere 70mila euro per un evento teoricamente culturale come l’Altra Italia, abbia anche solo sollevato il problema”.

“Se Castelli è tanto tecnologico da far scattare una sorta di caccia alle streghe per segnalare tutte le scritte e organizzare di seguito un’azione collettiva di risarcimento danni, cosa dovrebbero fare i cittadini nei suoi confronti per farsi indennizzare dell’abbandono in cui è lasciato il “Gran Caso” e tanti altri beni architettonici? L’indignazione cresce ancora di più se si pensa che nel 2010, sempre a fini propagandistici, o magari solo per interessi particolari, il sindaco Castelli emanò una rigida ordinanza sulle aree verdi private, anche se poi più volte si fece cogliere in castagna da un verde pubblico abbandonato a se stesso” aggiunge.

“Ovviamente – conclude l’esponente dell’Udc – quello che chiediamo è che il Comune ripristini almeno alle condizioni di civiltà il ponte e, magari, lo renda visitabile ai turisti, senza pensare che questi ultimi siano tutti interessati alle dissertazioni di un Vittorio Sgarbi, che le ultime notizie riferiscono essere, diventano un simbolo per quelli di Casa Pound”.

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