ASCOLI PICENO – Un risultato a suo modo storico per la Confindustria Picena: oggi, giovedì 27 settembre, è stata ufficializzata la nomina di Simone Mariani, attuale vicepresidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, quale coordinatore nazionale del gruppo “comunicazione associativa e marketing” di Confindustria. Si tratta della prima volta che un imprenditore piceno viene nominato per questo ruolo.

“Il tema su cui dovremo confrontarci è strategico – afferma Simone Mariani – per una Confindustria che guarda al futuro e che vuole rinnovare le modalità di dialogo tra i diversi livelli organizzativi. Con la Vicepresidente Mansi, che ringrazio per la fiducia, stiamo pensando a modalità innovative per conoscere in tempo reale cosa si fa in Confindustria per le Associazioni e per le imprese associate. Crediamo sia indispensabile implementare sistemi di comunicazione associativa in linea con le attuali tendenze innovative, utilizzando anche strumenti di social networking, rendendo in tal modo più immediata la contaminazione positiva tra le esperienze eccellenti e facendo percepire agli associati il vero valore di stare nell’organizzazione”.

“In questo momento è indispensabile ribadire – prosegue Mariani – che  un Paese che non lavora e non produce è un Paese che muore”. Nel consiglio centrale concluso questa mattina a Milano il presidente dei Giovani imprenditori Morelli ha ricordato come a fronte di tante aziende che vanno avanti e creano valore e occupazione, decine di migliaia di altre, e non soltanto piccole, stanno fermando, loro malgrado, l’attività, disperdendo professionalità e competenze.

“Ormai non è sufficiente internazionalizzare, diversificare la produzione, innovare o rinegoziare i finanziamenti con le banche – ha detto Morelli – perchè sempre più aziende non ce la fanno ugualmente. Allora, o molti imprenditori italiani hanno perso contemporaneamente capacità e raziocinio o ci sono problemi strutturali che attendono soluzione da troppo tempo“.

“E’ necessario abbattere da subito il cuneo contributivo per dare più soldi in busta paga ai lavoratori. Una misura che, per i neoassunti e per i collaboratori delle start up costerebbe allo Stato 800 milioni. Ed è necessario ridurre contemporaneamente la tassazione sul profitto di impresa. Non è più accettabile – affermano i Giovani imprenditori – che ci dicano che mancano le risorse, perché sta solo alla politica scegliere se investire nelle ostriche o nel futuro, economico e sociale, dell’Italia. Come giovani e come imprenditori esigiamo che la politica si assuma seriamente questa responsabilità”.

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