ASCOLI PICENO – Riordino delle Provincie sì, ma con risorse e competenze che consentano a questi enti intermedi di continuare la loro azione con servizi di qualità per i cittadini e gli oltre 8000 Comuni che compongono lo Stato. E’ questo il messaggio forte emerso durante il convegno internazionale sul ruolo delle Province come agenti del “multilevel government” iniziato il 28 settembre presso l’Auditorium Fondazione Carisap e che si concluderà il 29 con gli interventi degli ultimi illustri studiosi provenienti da varie nazioni europee (Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Belgio), che hanno dato vita ad un dibattito di alto profilo comparando istituzioni e meccanismi amministrativi dei rispettivi Paesi.

Dunque, accanto alla realtà italiana, c’ è stato spazio per una riflessione di respiro internazionale sui valori della dimensione provinciale del governo locale: dalle Contee britanniche nel quadro della devolution, o i Regierungbezirke e i Landkreise tedeschi nell’ambito dello Stato federale fino ai Dipartimenti francesi ed alle Province spagnole e belghe. L’iniziativa è promossa dalla Presidenza del Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno e dal “Devolution Club”, associazione di ricerca che raccoglie costituzionalisti di levatura accademica, con il patrocinio dell’Unione Province Italiane e la collaborazione del CUP Piceno e dell’Ordine degli Avvocati.

Il convegno è iniziato con l’intervento del Presidente del Consiglio Provinciale di Ascoli Piceno Armando Falcioni: “Essere Provincia non può solo ridursi ad una manutenzione di strade e scuole o ad altre competenze come una realtà comunale, ma in un ambito più vasto, la Provincia spesso si traduce nella massima espressione di un territorio ma essere protagonista e parte integrante di una inimitabile, imperdibile piccola patria”

Il Presidente della Provincia Piero Celani ha sottolineato come in ogni nazione europea sia presente un livello di governo intermedio tra le Regioni e i Comuni “I costi della politica e gli sprechi sono stati individuati in capo alle Province, la cui eliminazione è stata invocata come una sorta di “mantra” salvo poi scoprire che questi Enti intermedi sono utili nell’architettura istituzionale del Paese e, visti gli ultimi sviluppi, non sono certo la casta. Gli “sperperi” vanno ricercati altrove, per esempio, nella miriade degli Enti di secondo grado. Uno studio della Bocconi ne ha individuati oltre 3200 a livello nazionale, sopprimendoli ed affidando alle Province le loro funzioni, che tra l’altro già in parte esercitano, si risparmierebbero realmente miliardi di euro”.

Il professor Alessandro Torre, docente di Diritto Costituzionale italiano e comparato all’Università di Bari e Presidente del Devolution Club ha messo in rilievo come Ascoli Piceno nella realizzazione di questo convegno internazionale sia all’avanguardia nel dibattito sul processo di riordino delle Province.

 

 

 

 

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