ASCOLI PICENO – Forse non tutti tra loro lo sanno, ma quanto scritto sullo striscione che accompagnava la protesta odierna del Blocco Studentesco, ad Ascoli, ha radici antiche. “La generazione perduta” (lost generation) era il nome dato al gruppo di scrittori e intellettuali americani reduci dalla Prima Guerra Mondiale e che avevano, al tempo, riabbracciato la Vecchia Europa, dove avevano combattuto (Fitzgerald, Hemingway).

Ma anche loro si definiscono “Generazione perduta” e questa mattina hanno manifestato con un sit-in davanti all’Itcg “Umberto I” di Ascoli Piceno contro il Governo Monti, la spending review e il Ministro Profumo. I militanti del Blocco Studentesco hanno srotolato uno striscione con scritto: “La generazione perduta assalta il futuro” scandendo cori contro la scuola azienda e il governo dei banchieri, ritardando l’ingresso a scuola di mezz’ora e distribuendo volantini che spiegavano il motivo della mobilitazione. Molti gli studenti che hanno aderito spontaneamente alla protesta e sono rimasti a manifestare con il Blocco Studentesco.

La mobilitazione del Blocco non si è limitata solo ad Ascoli Piceno. In più di 20 città italiane da Roma a Milano, passando per Torino, Bologna, Napoli, Lecce e molte altre, si è svolta la mobilitazione nazionale del Blocco Studentesco per dire “no al Governo dei Baroni”, attraverso cortei, scioperi, occupazioni, blitz, flash mob.

“Quella che Monti ha definito la ‘generazione perduta’ – spiega Rolando Mancini, coordinatore nazionale del Blocco Studentesco – ha voluto dimostrare di non essere disposta ad accettare i dettami di un governo illegittimo e al servizio dei poteri forti, di non voler credere che misure come una spending review che colpisce scuole e università, ennesimo atto di distruzione sistemica dello Stato sociale e di perdita di sovranità nazionale, siano nell’interesse del popolo italiano e in particolare dei più giovani. Per questo la ‘generazione perduta’ ha voluto dare il suo ‘assalto al futuro’; un futuro dove non permetteremo l’esistenza di università private riservate a pochi privilegiati, dove la scuola pubblica sarà considerata un punto di forza, dove non ci saranno ministri come Profumo espressione di banche e poteri forti, dove sarà la giovinezza a decidere del proprio destino e non una banda di vecchi prezzolati al servizio della speculazione finanziaria internazionale”.

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