TERAMO – Si è svolto oggi 29 settembre a Teramo il processo in camera di consiglio, con rito abbreviato, a carico di Salvatore Parolisi, accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea con 36 coltellate, il cui cadavere venne ritrovato il 18 aprile 2011 nel Bosco delle Casermette di Ripe di Civitella.

L’esposizione dei risultati della super perizia, disposta dal giudice Marina Tommolini, rappresenta una parte fondamentale dell’inchiesta poiché mirati a far luce su alcuni aspetti molto importanti. Uno fra tutti l’ora della morte della vittima, che è l’elemento principale per stabilire se quello di Parolisi sia un alibi di ferro.

Il Palazzo di Giustizia di Teramo è stato, come al solito, assediato da una folla di curiosi e il dibattimento, che si è tenuto in un’aula solitamente utilizzata per i processi di Corte D’assise, si è svolto con l’allestimento di un maxi schermo per permettere la visione della scena del crimine e del cadavere di Melania, con i particolari dei materiali anatomo-patologi oggetto delle perizie. Immagini che Parolisi, presente in aula a testa bassa e lontano dallo schermo gigante, non ha voluto guardare.

Oltre alla presenza del caporalmaggiore, ai suoi avvocati e ai superperiti: la genetista Sarah Gino, il medico legale Gianluca Bruno e l’entomologo Stefano Vanin, era presente anche Gennaro, il padre della vittima, il fratello Michele e lo zio Gennaro che, con il resto della famiglia, si sono costituiti parte civile contro Salvatore Parolisi, in carcere da 14 mesi con l’accusa di omicidio volontario della moglie.

L’esito delle perizie presentate dall’anatomopatologo Gian Luca Bruno e dalla genetista Sarah Gino, pur accertando che il giorno della morte di Melania sia proprio il 18 aprile del 2011, non sono in grado però di fornire prove certe sull’ora esatta del suo decesso. Medesima conclusione per l’entomologo Stefano Vanin, il quale spiega che da un approfondito studio delle larve delle mosche è emerso che la giovane mamma di Somma Vesuviana sia morta certamente il 18 aprile, quando era ancora giorno.

Vanin dichiara, inoltre, che non è possibile stimare con maggiore precisione il tempo ”a causa della mancanza di dati precisi e puntuali – spiega all’Ansa – che avrebbero dovuto essere ricavati dall’applicazione di un protocollo standard di repertamento entomologico e di registrazione delle temperature”. Pm e parti civili torneranno in aula il 19 ottobre mentre la difesa parlerà il 26 ottobre, giorno in cui il giudice Tommolini dovrebbe emettere la sua sentenza. In caso contrario si proseguirà il venerdì successivo.

 

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