Da un’iniziativa di Confindustria Servizi, società sottoposta a direzione e coordinamento di Confindustria Ascoli Piceno, Il Presidente del sindacato degli imprenditori sarà nel capoluogo marchigiano per parlare del “Seme della ripresa”.

 

ASCOLI PICENO – Una tavola rotonda per affrontare la situazione critica del capoluogo e più in generale delle Marche, regione in cui il tasso di disoccupazione risulta attualmente pari all’8,2% e il tasso di cessazione delle imprese è salito di un punto percentuale (fonte dati: www.statistica.regione.marche.it).

Lunedì 8 ottobre al Teatro Ventidio Basso sarà presente, Giorgio Squinzi, presidente nazionale di Confindustria e patron della Mapei, una delle più importanti aziende nazionali e internazionali nel campo dei prodotti per l’edilizia. L’incontro avrà inizio alle ore 11, dopo i saluti del Sindaco Guido Castelli, del Presidente della Provincia Piero Celani e del Presidente di Confindustria Marche Nando Ottavi, il primo a prendere la parola sarà Bruno Bucciarelli, Presidente di Confindustria Ascoli Piceno, a cui spetterà argomentare sul tema centrale dell’incontro dal titolo Il seme della ripresa.

Alle 11:45 sarà la volta dell’intervento di Giorgio Squinzi, che in questa prima fase sarà guidato dalle domande dei giornalisti presenti all’incontro, mentre alle 12:45, dopo le considerazioni del Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, il Presidente del sindacato degli imprenditori esporrà le sue conclusioni sul tema.

C’è grande attesa riguardo a ciò che dirà Squinzi, quali saranno le parole che userà parlando della non florida situazione delle industrie picene e ai consigli che saprà dispensare agli imprenditori del Piceno e delle Marche. Da Bruxelles infatti il Presidente, riguardo la ripresa economica dell’Italia, ha fatto presente proprio oggi, martedì 2 ottobre, che un recupero concreto ci sarà solo nel 2015 e non a partire dalla fine del 2013, come precedentemente dichiarato.

Sempre da Bruxelles è arrivata un’altra proposta che potrebbe avere un effetto deflagrante sui sindacati dei lavoratori: aumentare di qualche ora le prestazioni lavorative, aiuterebbe l’Italia a diminuire lo svantaggio di pressione fiscale, attestatosi sui 10 punti, rispetto alla Germania.

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